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Nel buio ecco Beltran. Tanti giocatori involuti, ci pensa il 9

Fiorentina in una delle peggiori versioni del ciclo Italiano, ma il Verona non ne approfitta: arrivano tre punti importanti

Fiorentina brutta e confusionaria, in una delle sue peggiori versioni nelle tre stagioni di Vincenzo Italiano. Raccontare di una sconfitta del Verona, che solo nel primo tempo ha sbagliato un rigore e ha avuto almeno tre altre occasioni di quelle vere per segnare, è esercizio ancora meno semplice.

Chi sbaglia paga e Baroni e i suoi devono soprattutto sperare di non rimpiangere i punti persi al “Franchi”, mentre viceversa questi tre punti sono pesanti, pesantissimi per la classifica di Biraghi e compagni, che non li avrebbero meritati e però se li prendono volentieri per dare sostanza alle ambizioni.

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Così scrive il Corriere dello Sport - Stadio. INIZIO SHOCK. Certo: ambizioni a patto di non essere quelli di ieri pomeriggio. Ha impressionato l’involuzione tutta d’un colpo della Fiorentina, slegata tra i reparti, mancante ancora e se possibile ancora di più in qualche singolo calciatore, a cominciare da Ikoné, il quale continua ad accumulare la fiducia di Italiano, che evidentemente da lui si aspetta quello che vede in allenamento, senza ripagarlo e anzi dando ogni volta di più la riprova di mancare in tutti i colpi che servirebbero alla formazione viola.

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E per altri versi il discorso vale per Maxime Lopez, Sottil e Nzola. BELTRAN DECISIVO. Così non si va da nessuna parte, s’è detto Italiano nell’intervallo e ha detto ai suoi, e allora dentro Arthur, Kouame e Barak, fuori Maxime Lopez, Sottil e Nzola, con Beltran rimesso a fare il centravanti nel 4-2-3-1: vecchia formula, stessi risultati, appena appena migliori soltanto perché Arthur ha il dna del gioco e lo trasmette agli altri, ma soprattutto perché il Verona gradualmente esce di scena e i cambi non lo aiutano.

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Il destino si compie al 33’. Ikoné rovescia a caso un pallone in area ospite, ci sarebbe un fallo di mano di Hien, ma Ferrieri Caputi non fa in tempo a fischiare (sempre se) che il pallone arriva a Beltran: una specie di rigore in movimento che tocca il tacco di Amione e si infila sotto la traversa.

Dopo rimane un quarto d’ora di nulla e la Fiorentina festeggia la più insperata delle vittorie.


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