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Nazione: l'illusione e le incertezze sul futuro

Prima l'illusione quarto posto, poi il calo. Anche contro l'Atalanta ci saremmo aspettati un'altra Fiorentina

Il rischio, commenta Cosimo Zetti sulla Nazione, è che questa possa passare alla storia come la stagione del dolore e dei grandi rimpianti. Prima l’illusione quarto posto, poi il calo, la scomparsa improvvisa di Joe Barone, la squadra che perde i riferimenti e che procede a sprazzi senza riuscire più a ricompattarsi.

La Fiorentina dice addio al sogno Coppa Italia. E lo fa al termine di un film già visto, che non avevamo voglia di rivedere e che speravamo fosse ormai finito fra gli scaffali della videoteca viola. Tanto possesso palla, poche vere occasioni da gol, troppe sbavature in difesa e la beffa nel recupero.

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Ebbene sì, ci saremmo aspettati un’altra Fiorentina, più attenta e concentrata, sia per l’importanza dell’appuntamento che per il significato di una sfida che andava oltre la sfida. Il cuore e l’orgoglio non sono bastati e quel patto d’intenti siglato proprio all’indomani di quella maledetta domenica di Bergamo è pian piano sfumato sotto i riflettori del Gewiss.

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Quello che era accaduto nella finale di Conference contro il West Ham si è rimaterializzato all’improvviso quando la squadra è salita sulla rimessa laterale di Kayode, lasciando il fianco scoperto e dando via libera alla ripartenza di Lookman.

D’accordo, la stagione non è finita a Bergamo, resta la Conference League, ma la sconfitta con l’Atalanta potrebbe avere l’effetto di diminuire l’autostima e aumentare le pressioni. Manca poco più di un mese alla fine della stagione.

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Cerchiamo almeno di chiuderla in bellezza.

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