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Moena, un anno dopo. Qualcosa è cambiato, stavolta sarà un ritiro 'vero'

La squadra di Pioli parte alla volta delle Dolomiti. Oggi il primo allenamento a Moena, con diversi protagonisti in gruppo. Rispetto allo scorso anno, un passo in avanti.

E’ il giorno della partenza per Moena. Dopo qualche allenamento al Centro Sportivo, la Fiorentina parte alla volta delle Dolomiti. Treno in transito alle 10.03 dalla stazione di Campo di Marte, per una comitiva gigliata diretta a Trento.

Da lì i viola prenderanno il pullman ed arriveranno a Moena intorno alle 13.45. Pranzo in albergo, qualche ora di riposo e poi tutti in campo al ‘Benatti’ per il primo allenamento dolomitico. Quello che inizia oggi sarà un ritiro molto diverso rispetto a quello dello scorso anno, quando salirono sul pullman fin dal primo giorno solo due giocatori che poi sarebbero stati titolari (o quasi) nel corso della stagione: Sportiello e Vitor Hugo.

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C’era anche Saponara, ma la sua fu una presenza per onor di firma soprattutto in palestra. Via via si aggregarono gli altri, a cominciare dall’indimenticato Capitano Astori, giunto in ritiro proprio insieme a Milan Badelj, l’amico che poi ne avrebbe malgrado presi i gradi.

Di mercato in entrata neanche a parlarne. Erano i giorni delle fughe, dei certificati medici, della voglia di una rivoluzione totale. Il sorriso e la calma di Stefano Pioli non potevano bastare per rasserenare un ambiente sull’orlo di una crisi di nervi.

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Furono i giorni di un patto fra squadra e tifosi. La gente si schierò dalla parte dei ragazzi di Pioli, in aperta contrapposizione con la società. Come a dire: il sostegno a voi non mancherà mai se darete tutto in campo. Discorso diverso sul fronte societario.

Un anno dopo, il ritiro che ci apprestiamo a vivere sarà completamente diverso. In montagna sale uno zoccolo duro di calciatori che saranno protagonisti nel prossimo campionato: Lafont, Biraghi, Vitor Hugo, Pezzella, Veretout, Benassi, Dabo, Chiesa, Simeone e via via tutti gli altri.

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Pioli potrà lavorare fin da subito su un’idea di gioco precisa, che dovrebbe essere legata al 4-3-3, senza dimenticare l’alternativa del 4-2-3-1. In ogni caso, come successo raramente negli ultimi anni, la Fiorentina si appresta a vivere un ritiro ‘vero’, propedeutico alla stagione che verrà e non come sorta di ‘scuola calcio’ per giovani di talento.

Il clima e l’umore dei tifosi è tutto da tastare, anche se la parte più calda del tifo la si vedrà probabilmente solo in occasione delle amichevoli più probanti della seconda settimana di ritiro. Il mercato di Pantaleo Corvino influenzerà molto gli umori: promosso a pieni voti il colpo fra i pali, adesso i tifosi si aspettano un paio di centrocampisti (salvo imprevisti clamorosi arriveranno Pasalic e Battaglia), un attaccante per far rifiatare Simeone e, soprattutto, il pezzo pregiato per comporre il tridente offensivo insieme a Chiesa.

Il nome è sempre quello di Pjaca, ma Corvino non vuole farsi prendere per il collo dalla Juventus: niente opzioni, niente promesse, specialmente sul nome di Chiesa. Fin qui, quel che serve senz’altro. Poi ci sarà spazio per valutare se prendere un giocatore in difesa capace di coprire più ruoli: una sorta di jolly da regalare a Pioli.

Anche perché in questi quindici giorni qualcuno si gioca la riconferma: uno su tutti, Lorenzo Venuti, che sogna un posto in rosa per giocarsi le sue chance a destra, dove potrebbe esserci Milenkovic e dove comunque, al netto di trattative improvvise, c’è ancora Laurini.

Infine, nel corso del ritiro, la Fiorentina conoscerà il suo destino europeo. Non una cosa di poco conto. La decisione dovrebbe arrivare il giorno 19, con la Fiorentina (o l’Atalanta) che esordirebbe nella competizione sette giorni più tardi.

Logisticamente non il massimo per organizzarsi, ma i problemi di questo tipo sembrano essere stati superati. Ancora una decina di giorni e la Fiorentina conoscerà il suo destino.

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