Missione (quasi) compiuta, la Viola vede la salvezza. Sarri tra speranze e possibili rimpianti (per tutti)
L'1-0 con la Lazio vale il +8 su Lecce e Cremonese. E il Franchi carica per il Crystal Palace
Finalmente la Fiorentina non si lascia sfuggire l'occasione. L'1-0 del Franchi contro la Lazio vale un pezzo di salvezza. Il +8 in classifica su Lecce e Cremonese, due squadre che stanno palesando enormi problemi nel fare punti, a sei giornate dalla fine porta finalmente un pizzico di sereno nella tribolata stagione dei viola. Chiaro che festeggiare una situazione del genere mette sempre un po' di brividi, ma pensando a dov'era la Fiorentina quando è partita la rincorsa fa capire la dimensione del lavoro di Vanoli e dei suoi.
DA EUROPA. Nonostante tutto, nonostante gli alti e bassi, i passaggi a vuoto, le partitacce, le distrazioni, gli errori. Ma da quel 5-1 contro l'Udinese di metà dicembre la Fiorentina ha fatto 29 punti in 17 partite, dopo i primi 6 in 15 incontri. Diciotto punti li ha fatti nelle ultime 9 partite. E la vittoria contro la Lazio ha visto grandi esultanze tra De Gea e compagni al triplice fischio. Valeva tanto, contava tanto, i tre punti sono arrivati con cinismo, capacità di lottare e soffrire. Caratteristiche non banali e poche volte avute in stagione. Anche se il trend degli ultimi 4 mesi parla di un ritmo quasi europeo per punti fatti.
MANI E TESTA. Contro Sarri ci sono volute le parate provvidenziali di De Gea, il colpo di testa vincente di Gosens che ha esultato togliendosi di dosso le scorie di una stagione che sembrava essere maledetta. Ma anche la corsa di Ndour, l'ingresso con la cattiveria giusta di Balbo, la sostanza di Mandragora e Harrison. Non è stato tutto perfetto, ma non serviva la perfezione. Serviva vincere. E tre punti d'oro sono arrivati. Il Franchi ha iniziato poi a caricarsi per il Crystal Palace. Missione quasi impossibile, per giovedì sera, ma «si lavora per sognare», come dice Vanoli. E costa poco o nulla. Magari provando a recuperare Kean e Parisi, dopo Solomon.
L'ASSIST DI SARRI. Si diceva di Sarri. Perché Fiorentina-Lazio ha avuto un'appendice riguardante il tecnico di Figline. Lunghi e prolungati applausi dei tifosi viola, soprattutto in Tribuna, prima del fischio d'inizio. Ricambiati dal mister con saluti e applausi. «L'accoglienza del Franchi per me è emozionante, è un ringraziamento che avevo fatto anche qualche tempo fa ai tifosi viola – ha commentato Sarri nel post gara -. Nell'anno in cui sono stato fermo è la tifoseria che mi è stata più vicino, forse perché sono cresciuto qui in piazza Alberti. Li ringrazierò sempre, anche se forse non avrò mai la fortuna di allenare la Fiorentina». L'estate scorsa in diversi attaccarono volantini con il volto di Sarri per il dopo-Palladino, la Fiorentina e il tecnico si sono avvicinati più volte negli anni. Fin dal 2021, tra smentite, retroscena, racconti a posteriori. Sarri non ha mai nascosto la suggestione di poter allenare la Fiorentina, dalle sue parole si capiva anche il possibile rimpianto che potrebbe esserci in caso di mancato matrimonio anche nel prossimo futuro. Forse può essere l'ultima occasione. «Sentiamo il loro programma, come vogliono farlo. Se loro non sono contenti di me, si trova una via d'uscita. Se io non sono contento, si trova una via d'uscita. Se c'è divergenza totale nei programmi futuri può darsi che ci sia una soluzione diversa», le parole sulla Lazio. Insomma, tutto aperto, ma senz'altro la prima mossa dovrà farla eventualmente la società viola.
LA PALLA A PARATICI. E in particolare Fabio Paratici. Il neo ds viola ha speso parole importanti negli ultimi giorni su Sarri, dando valore al lavoro dell'allenatore ai tempi della Juve. L'ultimo a vincere lo scudetto a Torino, anche se i rapporti tra i due sul finire dell'esperiena si fecero più complicati, anche per la scelta di virare su Pirlo in panchina. «Negli ultimi tempi i rapporti erano più tesi, ma mi fa molto piacere che abbia speso delle parole per me. Era un momento in cui la vittoria dello scudetto in quell'ambiente era dovuta, ma era una squadra a fine ciclo. Nei mesi successivi addirittura quattro giocatori cessarono l'attività. Uno scudetto molto sottovalutato, mi fa piacere che Fabio abbia speso parole per me», il commento di Sarri. A proposito di rimpianti... Se non ora (in estate), quando? A breve scatterà il momento delle decisioni per il futuro, ma Sarri il suo assist l'ha già lanciato. Anche se in qualche modo teme, dal canto suo, che quella con i viola possa rimanere una storia incompiuta. Si capirà nel giro di un paio di mesi.



Lascia un commento