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Milan alla Uefa: multa 'ragionevole', o si torna al Tas

I rossoneri hanno ribadito la solidità della nuova proprietà: se la pena non sarà 'proporzionata', faranno nuovo ricorso.

Udienza alla Uefa ieri per il Milan, rappresentato dai vertici della nuova epoca che fa capo a Elliott, colosso tra i fondi attivisti con sede a New York. Da est a ovest il mondo rossonero si è ribaltato. Alla sentenza faranno riferimento tutti i prossimi casi che eventualmente si verificheranno: il Milan aprirà una strada, gli altri potranno seguirla.

Al tempo del Fair play non era mai successo che un club fosse punito dalla camera giudicante con l’esclusione dalle coppe internazionali e successivamente riammesso in Europa dal Tas, scrive La Gazzetta dello Sport. PENA PROPORZIONATA.

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Il Milan era rappresentato dai legali del fondo e dai consiglieri Tuil e Furlani. C’erano soprattutto il presidente Paolo Scaroni e Gordon Singer, figlio di Paul e numero due di Elliott. Una presenza considerevole e subito riconoscibile.

La sua figura rimanda immediatamente alla ricchezza e alla stabilità del proprio impero, lontanissima dall’inconsistenza di Yonghong. Milan e camera giudicante dell’Uefa, l’organismo che si è trovato di fronte, concordano su un punto: la società, allora di proprietà di Fininvest, ha violato le norme sui conti relativi al triennio 2014-2017.

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Non hanno ancora trovato un compromesso sul resto, cioè sull’entità della condanna. In questa nuova partita il Milan ha un alleato in più: Losanna. RICORSO. La cassazione sportiva ha infatti già stabilito che la pena deve essere «proporzionale alla colpa» e non più grave come quella precedentemente inflitta.

Un concetto che il club ha ribadito anche nelle due ore di udienza di ieri mattina. Così il Milan sente di poter presto rientrare nei giusti binari e si augura che la multa da pagare sia ragionevole, meglio ancora se contenuta: se viceversa la giudicasse di nuovo sproporzionata, sarebbe pronto a ricorrere una seconda volta.

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Con la possibilità che il Tas si confermi al fianco dei rossoneri: vorrebbe dire screditare l’applicazione delle regole che la stessa Uefa ha imposto. Uno scenario ipotetico. Intanto, allegata alla multa la società si aspetta una seconda penalità, legata al numero di giocatori da inserire nelle liste per l’Europa.

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