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Mercato di gennaio: pochi affari e attenzione alle sòle

Mercato di gennaio: gioie e dolori. Negli ultimi anni a Firenze si sono vissuti più dolori senza dubbio. Chiamato mercato di ‘riparazione’, ci sono società che rivoltano la propria rosa e chi, saggiamente, cerca di apportare qualche modifica per migliorarla.

Cosa per niente facile e scontata. Chi ha i giocatori buoni se li tiene o se li fa pagare a peso d’oro.

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Come sempre, ad avere denaro liquido da spendere riesce anche a fare buoni affari. La Fiorentina ha faticato e non poco. Ripercorriamo le ultime tre sessioni di gennaio: 2014-2015-2016.

Nei primi due sedeva sulla panchina Vincenzo Montella, nel terzo Paulo Sousa. In tutti e tre come direttore sportivo c’era Daniele Pradè.

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Nel 2014 arrivarono a Firenze Anderson, Matri e Diakitè; mentre se ne andarono Olivera, Vecino e Alonso.

Gli ultimi due in prestito. Il saldo fu di poco in negativo: -0,2 milioni. Il centrocampista Anderson non lasciò traccia di sé. Diverso fu il discorso per l’attaccante italiano che arrivò per sostituire l’infortunato di lungo corso Mario Gomez.

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La sua partenza sprint (due gol a Catania) fece presagire ad un buon acquisto ma alla fine anche lui non si rivelò tale.

Saltiamo all’anno successivo. Dopo che il ‘regalo per Firenze’ di settembre fu quello di trattenere Cuadrado, il colombiano lasciò la maglia viola per trasferirsi al Chelsea.

Insieme a lui lasciarono il capoluogo toscano l’egiziano Hegazy e Marin. In riva all’Arno arrivarono Diamanti, Rosati, Rosi, Salah e Gilardino. Il saldo fu un buon attivo di circa 31 milioni. Il dispiacere per l’addio a Cuadrado fu ben presto abbandonato quando ci si accorse di che giocatore fosse Salah.

Il velocissimo calciatore fece innamorare Firenze con le sue accelerazioni, con i suoi gol e le sue serpentine. Purtroppo, scelte scellerate e firme su scritture private fecero in modo che l’egiziano a fine anno lasciasse la Fiorentina per trasferirsi a Roma.

Nell’ultima sessione di gennaio, quella del 2016, si ha il vero e proprio ‘bagno di sangue’ per la dirigenza.

Con la Fiorentina in lotta per i primi posti partirono Bakic, Gilberto, Matos, Rebic, Rossi, Suarez e Verdu e arrivarono Tino Costa, Kone, Tello, Zarate e Benalouane. L’unico che riuscì a portare buone impressioni fu Zarate: talento e imprevedibilità.

Tello ci ha lasciato e ci lascia tutt’ora dubbiosi sul suo vero reale valore. Sugli altri calciatori meglio non commentare, su uno in particolare ci vorrebbe il programma ’Chi l’ha visto?’ più che dei commentatori sportivi.

Come si è visto, il mercato invernale è difficile.

A Firenze, per il momento, nel 2017 sarebbe bene riuscire a mantenere i pezzi migliori (Kalinic e Badelj ad esempio). Per il resto, buon lavoro a Pantaleo Corvino e in bocca al lupo alla Fiorentina.

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