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L'Europa sia un punto di partenza, non di arrivo. Ora serve scalare un altro gradino

Qualificazione in Europa per il terzo anno di fila, si deve ripartire da qui per alzare il livello. Tocca a Commisso

Siamo in Conference, missione compiuta. La Fiorentina ha la possibilità di avvicinarsi alla finale di Atene senza altri pensieri e con la certezza di poter disputare una competizione continentale anche il prossimo anno. Non è poco, perché il paracadute di quella che molti considerano una coppetta ci permetterà di planare sui campi d’Europa per il terzo anno consecutivo.

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Se poi non si tratterà di Conference, ma di Europa League, lo sapremo solo mercoledì sera. Così scrive La Nazione. SALTO DI QUALITA'. Al di là dei meriti della Fiorentina e indipendentemente da come andrà a finire la gara con l’Olympiacos, diventa necessario scalare un altro gradino.

L’Europa non deve essere più un semplice punto di arrivo, ma deve diventare un punto di partenza. Aquilani, Palladino, gli altri nomi in lizza per la panchina e quelli per la poltrona da direttore tecnico, vanno benissimo, ma è la società, e Commisso in prima persona, che deve dare l’input decisivo per fare un salto di qualità.

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L’occasione c’è. Dopo il Viola Park, serve una crescita anche sotto il profilo tecnico.

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