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Nazione - Antognoni: «Centenario? Starò a casa, non cambio idea»

L’Unico 10 ripercorre nella sua ultima biografia cinquant'anni d'amore viola

 In occasione della presentazione della sua nuova autobiografia ‘Una vita da 10. La mia storia tra la Viola e l’Azzurro’, Giancarlo Antognoni ha parlato a La Nazione. Queste alcune delle sue parole: «Centenario? Mi conoscete, sono sempre chiaro e non cambio idea. Questa è la festa dell'attuale proprietà che non mi ha considerato per cinque anni. E poi, ci sono tanti altri grandi giocatori che hanno fatto la storia della Fiorentina...». 

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FIRENZE «Ora è complicato. Così come spiegare che una volta nel calcio c'erano le bandiere. Ora no, tutto va di corsa, è un mondo diverso. Prima c'era la voglia di riconoscersi in qualcosa o qualcuno. Poi con la globalizzazione si è perso il valore delle piccole cose, come lo stare insieme, condividere e fraternizzare. Lo vedo con i giovani. Prima si poteva crescere con calma, ora no».

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NUMERI 10. «Giocatori che le somigliano? Devo dire Nico Paz. Anche lui a testa alta, ma ha rispetto a me più velocità di gioco. Ma è il calcio di oggi che lo impone. Poi è inserito in un contesto fatto apposta per lui. Mi ci rivedo». 

OFFERTE RIFIUTATE. «Soprattutto modi diversi. lo ha detto no a Juve, Milan e Roma, anche se... Con la Roma ho vacillato, perché è la città di mia moglie. Ma Firenze ha per me un affetto straordinario ricambiato. E stava anche cambiando la Fiorentina. Stavano arrivando i Pontello...». 

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INFORTUNI. «Ne ho avuti purtroppo tanti. Lo scontro con Martina il più grave, ma breve. La frattura alla gamba mi 'rubò' quasi due anni. Non è stato facile tornare, a 30 anni, ma la spinta è stata la gente di Firenze che mi rivoleva in campo. Con le tecniche chirurgiche di adesso sarebbe andato tutto in modo diverso».

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