Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

La vittoria che serviva. Tutti i meriti di Prandelli, che ha rigenerato il gruppo

Cesare ha ridato mentalità, carattere e senso di squadra. Così è nata l'impresa. Cinque punti tra Juve, Sassuolo e Verona

L’impresa Prandelli la fa in casa della Juventus, nella notte più dolce per la sua Fiorentina. Quella che potrebbe di fatto chiudere la crisi di risultati e di prestazioni, risollevare in un colpo solo la classifica e mandare alle stelle un morale fin qui sotto terra.

O quasi. Perché il tecnico è riuscito in poco più di un mese a rimettere insieme i cocci lasciati in eredità dall’esonero di Iachini. Due pareggi di fila nelle ultime due gare e poi il colpo più bello, più intenso e inatteso: quello in casa della Juventus di Chiesa e Ronaldo, di Bernardeschi e Pirlo.

sponsored

Tre a zero. Si, tre a zero. Incredibile ma vero, scrive La Repubblica.

GLI EX E DUSAN. L’esultanza a fine partita la dice lunga, perché la Fiorentina dopo due mesi di crisi (ultima vittoria era datata 25 ottobre contro l’Udinese), trova la via della vittoria e lo fa proprio a Torino contro la Juventus che cercava conferme in un 2020 segnato a Firenze dalla cessione all’ultimo giorno di mercato di Federico Chiesa.

sponsored

Nato e cresciuto in viola prima di passare in bianconero, così come Cuadrado che dopo una ventina di minuti perde la testa e rifila un’entrata criminale su Castrovilli. Rosso diretto dopo il consulto dell’arbitro al Var. Crescita esponenziale per Vlahovic, che a 20 anni fa reparto da solo, tiene palla, fa salire la squadra, tocca e realizza quel che gli capita sotto tiro manco fosse Re Mida.

sponsored

Ha trovato fiducia e il merito è soprattutto di Prandelli che ha deciso di puntare su di lui fin dall’inizio.

MENTALITA'. La Fiorentina l’ha vinta con determinazione, qualità, possesso e anche mentalità. Quella richiesta da Prandelli, a tratti da provinciale ma sicuramente concreta e realista.

La Fiorentina è stata umile, operaia, schietta e diretta. Abile a far male al momento giusto, consapevole dei suoi punti di forza ma soprattutto dei suoi difetti. Merito è dell’allenatore, che ha saputo costruire questa impresa con tanta saggezza.

In un mese ha rigenerato il gruppo. O meglio, l’ha formato. È questo il suo atto più imponente. Quello di aver rimesso insieme i cocci che si erano sparsi dopo l’esonero di Iachini. Ha parlato, ha capito, ha ascoltato, ha subìto anche.

Ha restituito concretezza, dignità e tanto entusiasmo.

VALORI. Impensabile fino a soltanto una settimana fa. I due pareggi con Sassuolo e Verona aveva mostrato carattere e voglia di reazione ma mancava il tassello più importante: il gioco.

Contro la Juventus è venuto fuori tutto. Dalla mentalità alla determinazione, dall’essere cinici al punto giusto alla voglia anche di difendersi con coraggio e umiltà.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento