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La 'tregua' tifo-proprietà sta per terminare: ai primi si chiede pazienza, ai secondi coerenza nei fatti. Anche sul nuovo stadio

Col passare del tempo il sentimento di unità manifestatosi dopo la scomparsa di Astori va affievolendosi. Ai Della Valle si chiede coerenza nei fatti, ai tifosi di non essere troppo impazienti

È già passato un anno da quando, il 26 giugno 2017, la famiglia Della Valle pubblicava un comunicato che ha fatto storia; comunicato nel quale i marchigiani si dichiaravano "disponibili ad accogliere offerte concrete" per la cessione della Fiorentina.

In 365 giorni è successo di tutto: dalla reazione a suon di striscioni del popolo viola, che era già in crisi con proprietà e dirigenza e trovava ulteriore motivo di lamentela in un mercato (e, successivamente, di una stagione) che non decollava; al silenzio assordante della proprietà, alla quale, durante questo periodo di "secessione dell'Aventino", non erano giunte offerte concrete per accaparrarsi la Fiorentina.

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Un clima di tensione interrottosi bruscamente il 4 marzo, quando la scomparsa di Davide Astori ha imposto all'ambiente di riporre le armi, visto il manifestarsi di qualcosa di molto più grande delle diatribe tra una società di calcio ed i propri tifosi.

FINE DELLA TREGUA? - Un armistizio, una tregua, che tuttavia non durerà ancora a lungo. Purtroppo e per fortuna, l'inevitabile scorrere del tempo cancella in maniera talvolta sorprendente ciò che è stato. E il sentimento di unità che ha coinvolto tutte le componenti della Fiorentina, palesatosi dopo la scomparsa del Capitano, si sta pian piano affievolendo. Adessoserve uno sforzo da entrambe le parti, per non gettare al vento i passi avanti visti negli ultimi mesi in questo complicato rapporto.

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PAZIENZA E RISPETTO -Ai tifosi si chiede pazienza, perché il 'tutto e subito' non esiste in nessun ambito della vita, figuriamoci in un mondo complicato come il sistema calcio. A proprietà e società si chiede di rispettare la parola data.

Di costruire, cioè, una squadra che sulla carta possa competere per un posto in Europa. Con l'incognita della sentenza Uefa, vergognosamente ritardataria, che sancirà se la Fiorentina entrerà o meno a far parte della competizione.

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UN MERCATO DA NON SBAGLIARE - Inutile soffermarci ulteriormente sul fatto che al momento il mercato condotto da Corvino e Freitas, anche guardando ai possibili impegni europei di fine luglio, è già in ritardo. Il tempo, si ripete da mesi, è una variabile che la Fiorentina non può permettersi di sottovalutare (come successe l'anno scorso, per essere chiari).

Tuttavia, non è l'unica variabile da considerare nell'equazione che determina il futuro della Fiorentina. L'entusiasmo dell'ambiente può essere un fattore determinante, e il modo più banale (ed efficace) per ottenerlo è sferrare un colpo di mercato che faccia emozionare la piazza.

Un giocatore che mandi a ruba le proprie magliette nei vari Fiorentina Store. Che susciti il desiderio di accorrere a Peretola per salutarlo. Vista la situazione economico-finanziaria ottimale della Fiorentina, è ciò che ci si auspica per evitare di tornare a vedere esposti striscioni contestatori allo stadio.

QUESTIONE STADIO - A proposito di stadio, chiudiamo con un altro punto che influirà pesantemente sul futuro rapporto tra la famiglia Della Valle e Firenze. Con l'approvazione da parte del Comune di Firenze della variante al Piano Urbanistico Esecutivo dell’area di Castello arriva un altro fondamentale tassello per l'iter burocratico che dovrebbe portare alla costruzione del nuovo stadio.

Era l'atto che si attendeva dal Sindaco Nardella e dalla sua giunta. TOCCA ALLA FIORENTINA - La palla passa ufficialmente alla Fiorentina, che chiedeva al comune proprio questo atto burocratico e che adesso ha sei mesi di tempo per presentare il progetto definitivo.

Anche perché, la nota di ieri di Palazzo Vecchio è stata più che chiara: il progetto fin qui presentato dalla società gigliata risulta essere "ancora carente di alcuni elaborati". Inoltre, i ricorsi al Tar ancora pendenti sulla nuova pista dell'aeroporto e l'inevitabile complessità per la realizzazione di tre opere interconnesse non sono scomparse.

Tuttavia, l'iter burocratico non si arresta e la Fiorentina è chiamata a adoperarsi con tutte le proprie forze. Per dimostrare alla città di Firenze il proprio impegno e le proprie competenze nel realizzare un'opera che per troppo tempo è stata solo annunciata a parole.

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