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La sconfitta di Verona fa male ma sorprende fino ad un certo punto. Italiano sceglie la Conference

Dodici punti ancora in palio, ma la strada per l'Europa via campionato è in salita. Servirebbe arrivare a quota 60 punti

Fa male, ma sorprende fino a un certo punto la sconfitta a Verona. Solo a dicembre, nel momento migliore del proprio campionato, i viola sono riusciti a regalarsi tre vittorie consecutive che, in una classifica così corta nella zona che va dal sesto al decimo posto, possono fare la differenza.

Ma la parola continuità non fa parte del vocabolario della squadra di Italiano che è un po’ come il ciclista che si danna per raggiungere il gruppo e poi non riesce ad allungare, finendo anzi per staccarsi nuovamente. E così anche il pareggio della Lazio che prima della gara aveva riaperto orizzonti più alti (la lotta per il settimo posto) finisce per essere un punto guadagnato dalla squadra di Tudor in attesa del risultato del Napoli oggi contro l’Udinese.

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Così scrive il Corriere Fiorentino. QUOTA 60. Giornata amarissima quindi per una Fiorentinalenta e prevedibile, con tante seconde linee in campo, costretta dalla ristrettezza (soprattutto qualitativa) della rosa a pagare dazio in campionato in vista della coppa.

Italiano nel decidere la formazione ha puntato tutto il piatto sulla Conference che resta a questo punto la strada immediata per una qualificazione europea. Certo in campionato la porta è ancora aperta, ma con 50 punti in classifica e 12 in palio, la quota 60 diventa ora più complicata da raggiungere.

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