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La Nazione – Parisi, il jolly che non ti aspetti. E ora corre per tenersi la Fiorentina

Fabiano Parisi ha scalato gerarchie dentro la Fiorentina. Ottima la sua crescita nelle ultime settimane

Per tutti il migliore. E non è la prima volta. Fabiano Parisi ha scalato gerarchie. Complice una duttilità non comune e una resilienza che gli ha fatto attraversare momenti bui. Ma dentro si sé ha sempre saputo di poter essere utile a questa Fiorentina. Anzi, oggi forse più utile di tanti altri, scrive La Nazione.

Ma per raccontare la sua stagione è giusto fare un passo indietro. Estate a rincorrere una considerazione da parte di Pioli che non è mai arrivata. Anzi, a dispetto di un recente rinnovo del contratto si pensava che potesse lasciare la Fiorentina. E chissà se la Lazio non avesse avuto il blocco del mercato, sarebbe potuta concretizzarsi una separazione. Così non è stato, ma le panchine non sono mancate. Trentaquattro minuti in campo in Serie A fino all’inizio di novembre. Dal Genoa in poi la stagione è cambiata, complice l’arrivo di Vanoli. Quello di Parisi fu uno dei primi nomi che citò nel dopo partita di Genova come esempio del fatto che ci sarebbe stato spazio per tutti. I risultati non sono stati quelli sperati, ma Parisi ha maturato fiducia. L’infortunio di Gosens ha fatto il resto. Ma nel calcio le occasioni arrivano all’improvviso. E vanno sapute cogliere. Fabiano l’ha fatto. E adesso la catena di destra con Dodo intriga. Da lì sono nati i pericoli maggiori per la difesa dell’Udinese, poi l’esterno ex Empoli (e torniamo al discorso duttilità) ha concluso la sua partita a sinistra, in una zona a lui più congeniale. Difficile farne a meno, tanto che Vanoli - a risultato acquisito - lo ha tolto per preservalo come Kean e Fagioli, in questo momento imprescindibili. Corre Fabiano, ci mette grinta e cuore. E’ anche uno dei pochi che salta l’uomo, che strappa palla al piede. In un momento di cambiamento tattico (ormai la difesa a quattro dovrà essere un dogma) la sua crescita ha aiutato.

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