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La Fiorentina va in finale: sembrava una gara maledetta ma i viola hanno dominato

Risultato in bilico anche al ritorno nonostante il dominio viola: ma alla fine è la squadra di Italiano ad andare in finale di Conference

Ad Atene, la Viola è ad Atene. La finale di Conference League è ancora sua, per il secondo anno di fila, come la Fiorentina del 1961 e del 1962, due volte all’ultimo atto della Coppa delle Coppe. Ieri a Bruges Italiano e i suoi ragazzi hanno fatto un pezzo straordinario di storia di questa società.

Scrive il Corriere dello Sport-Stadio. Ci sono riusciti dopo una partita pazzesca per il suo svolgimento, andando oltre tutte le imperfezioni mostrate quest’anno e che anche ieri si sono materializzate. Perché questa squadra encomiabile per coraggio e carattere non riesce mai a non complicarsi la vita.

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L’ha risolta Lucas Beltran, su un sacrosanto rigore preso da Nzola nella ripresa che ha coronato l’inseguimento a un Bruges andato in vantaggio con Vanaken nel momento peggiore della Fiorentina. L’argentino, fino ad allora nell’ombra, ha spezzato la maledizione dei tiri dal dischetto e ha lanciato i viola verso la finale.

Ma per arrivare a quel punto c’è voluta una gara piena di fatica (compresa una strepitosa parata di Terracciano su Vanaken in pieno recupero), di orgoglio e di incredibili sfortune: altri tre legni colpiti (Kouame nel primo tempo, Biraghi e ancora l’ivoriano nel secondo tempo: sono 32 in tutta la stagione, da non credere).

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Sembrava una gara maledetta, ma la Fiorentina non l’ha mollata e l’ha presa in mano, dominandola e cancellando quei primi venti minuti di niente. Alla fine i belgi erano schiantati, nulli in attacco nel secondo tempo. Fra andata e ritorno, i viola hanno tirato 51 volte verso la loro porta: non poteva che finire così.

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