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La Fiorentina sceglie la Conference, il Verona ringrazia. Nella Viola c'è solo Castro

Sconfitta amara per la squadra di Italiano a Verona, con l'Hellas che si prende tre punti pesanti per la salvezza

La Fiorentina ha fatto una scelta, probabilmente obbligata, e ha puntato tutto sulla Conference League come obiettivo finale della stagione. Il Verona ringrazia, perché batte la Viola distratta dall'Europa e ottiene tre punti che contano tantissimo nella corsa salvezza.

Quando a gennaio Marco Baroni si è ritrovato con una squadra praticamente nuova in spogliatoio, sembrava un'impresa impossibile, scrive La Gazzetta dello Sport. POCO TEMPO. Il clima è stato tutt'altro che ostile — nel settore viola ha campeggiato lo striscione “Forza Verona”, figlio del gemellaggio di lunga data tra le due tifoserie —, ma il successo sulla Viola non è stato un regalo.

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Il Verona se l'è preso con l'aggressione e la volontà ferrea di portare a casa i tre punti. Certo, Baroni ha avuto tutto il tempo di preparare le mosse per mettere in difficoltà la Fiorentina. Tutt'altro contesto per Italiano, “costretto” a rivoluzionare la formazione iniziale visto che dall'impegno casalingo con il Bruges non sono passate nemmeno 72 ore, e altrettante ne mancano al ritorno: zero tempo materiale per recuperare energie e forse anche per preparare il match del Bentegodi.

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Dunque dieci titolari diversi rispetto a giovedì, unico confermato Ranieri, tra l’altro colpevole in corresponsabilità con Christensen, del pasticcio che dopo appena 13 minuti ha mandato sul dischetto Lazovic. BENTORNATO CASTRO.

Le difficoltà proposte dal Verona e, di nuovo, l'impossibilità di studiare un antidoto hanno forse accentuato gli scambi "funzionali" dei giocatori viola, non sempre ordinati nella ricerca degli spazi da occupare. Ma nella seconda parte del primo tempo l'intensità viola è aumentata: palo di Castrovilli, l'incursione di Ikoné e il gol del pareggio, poco dopo una chance buttata da Bonazzoli per il raddoppio.

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Felice Castrovilli, che salta Centonze e inchioda il sinistro sul primo palo: dopo il campo ritrovato a Salerno dopo quasi un anno, ecco il gol, 357 dopo l'ultimo (il 14 maggio 2023 all'Udinese). RIPRESA. Nella ripresa il Verona ha cercato il nuovo vantaggio con un continuo attacco alla linea: lancio in avanti, duello, seconda palla, recupero alto.

Così arriva il 2-1: Folorunshio manda al cross Duda, Milenkovic rinvia corto e Noslin irrompe con il destro di controbalzo. S'è visto poco, l'olandese, ma nei momenti più importanti. Sotto di un gol, Italiano ha dato minuti a qualche titolare: dentro Bonaventura e Kouame, poi Beltran (largo a sinistra) e Mandragora, nel finale anche Belotti per un 4-2-4 (con Mandragora centrale difensivo).

Incapace di ripartire per mancanza di forze, il Verona si è compattato dietro ma sempre con coraggio. Anche alla Viola sono mancate energie e lucidità. Tanti lanci centrali che hanno esaltato le doti aeree di Coppola, neanche un tiro nello specchio, solo due conclusioni fuori di Nzola e Belotti.

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