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La cooperativa del gol della Fiorentina si è sciolta. E dietro troppi pochi clean sheet

Difficoltà in attacco, ma anche in difesa per la Fiorentina. Col Milan ricaduta preoccupante di un momento critico davanti e dietro

Se prima della sosta, battendo il Bologna, la Fiorentina aveva dato segni di miglioramento, lasconfitta di San Siro è una ricaduta preoccupante, spia di una condizione peggiorata nell’ultimo mese, scrive il Corriere Fiorentino.

Il quarto stop in cinque gare di campionato (solo il Verona ha fatto peggio) è termometro di una difficoltà generale, di gioco e soprattutto di risultati. ATTACCO. Se non vanno in rete Nico o Bonaventura gli altri non segnano, e la Fiorentina perde.

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Non a caso erano stati sempre loro due avevano interrotto il digiuno da reti andato avanti nei 270 minuti giocati con Empoli, Lazio e Juventus. La cosiddetta cooperativa del gol che aveva spinto la Fiorentina in piena zona Champions, e in vetta al girone di Conference, oggi sembra come minimo sciolta.

Con il «set» rifilato ai serbi al Franchi, a fine ottobre, Italiano era stato capace di mandare in rete 15 marcatori in 14 gare, più del 50% della rosa, ma se fino a quel momento i gol complessivamente segnati erano stati 30 in 14 partite, tra campionato e coppa, nelle ultime cinque sfide di serie A sono appena due i centri all’attivo, a fronte di sei gol incassati.

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DIFESA. Un passivo che chiama in causa anche la difesa. La Fiorentina ha incassato il quinto rigore a sfavore (il terzo nelle ultime 4 partite) subendo gol per la sesta partita consecutiva (ultimo clean sheet, al Franchi, nel 3-0 sul Cagliari del 2 ottobre).


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