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Kayode: "Vogliamo la Champions. Non vedo l'ora di incrociare Leao"

Il terzino classe 2004: "Ho saputo di essere titolare col Genoa un'ora prima del match. Contro Kvara non è stato facile, ma affrontare i migliori mi intriga"

Sulle pagine di Repubblica si trova un'intervista di Kayode, terzino della Fiorentina. La Primavera, la chiamata di Italiano nel raduno estivo, l’esordio in campionato nella prima sfida a Marassi contro il Genoa. «Ho saputo di essere titolare un’ora prima della partita - racconta il classe 2004 -.

Ero nello spogliatoio, ho visto il mio nome e “boom”. Sono rimasto senza parole. Italiano mi ha detto di divertirmi. Quando sono entrato in campo ho ripensato ai sacrifici che hanno fatto i miei genitori». I viaggi da Borgomanero, in provincia di Novara, dove è nato, fino al centro sportivo della Juventus: su e giù per otto anni, prima che il club gli comunicasse una scelta differente.

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«Inizialmente non l’ho presa benissimo - continua Kayode - ma poi mi sono messo in testa l’obiettivo ditornare ad alti livelli. Lo avrei fatto col Gozzano, in D» . Michael gioca, segna il primo gol di un 2004 nella categoria, attira l’attenzione di osservatori e procuratori.

«Osservo, ascolto ciò che mi dicono giocatori che hanno molti anni di carriera in più rispetto a me - continua - Aquilani mi ha fatto crescere tanto e lo valuto un grandissimo allenatore. Ci sentiamo spesso». Se Kayode è diventato un punto fermo sulla destra, sognando anche una convocazione nella nazionale di Spalletti, lo deve soprattutto a Vincenzo Italiano.

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«È un martello - scherza Michael - Ma questo aspetto mi piace, perché non vuole mai che ci accontentiamo». La sua gara rivelazione quella di Napoli al Maradona. «Non è stato facile marcare Kvaratskhelia ma è andata bene - sorride Michael -. Mi intriga quando affronto giocatori così forti perché capisco a che punto è la mia crescita.

Ne vorrei affrontare di talenti così: aspetto il ritorno per incrociare Leao. Non vedo l’ora». Kayode è tornato dal suo infortunio alla caviglia, con Parisi che per alcune gare ne aveva preso il posto: «Fabiano si è adattato e non è facile essendo un sinistro fare giocate lungo linea, alzare la palla, cercare la punta.

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È complicato. Anch’io a sinistra avrei fatto fatica». Da quando Michael è tornato, però, i viola hanno ripreso a correre. «Vogliamo andare in Champions, abbiamo un’ottima squadra. E magari tornare in finale sia in Coppa Italia che in Conference League, per portare un trofeoa Firenze».


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