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Juve inarrestabile: Viola impotente, Chiesa e compagni annullati. Allegri trionfa sui duelli

Troppa Juventus per questa Fiorentina (e non solo). Tredicesima vittoria su 14 gare per Allegri, e i viola si inchinano.

Troppa Juve. Esagerata. Lo strapotere di Allegri rischia di uccidere il campionato con diversi mesi di anticipo.

Toccherà al Napoli e all’Inter di Spalletti, venerdì allo Stadium, tentare l’impresa titanica di riaprire la corsa al primo posto. CR7 e i bianconeri stanno facendo il vuoto. Vincono facile con un filo di gas, anche sui campi più complicati.

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La Fiorentina costretta a inchinarsi. Sensazione di impotenza. Pioli non aveva mai perso al Franchi e neppure beccato tre gol in una partita. Divario pesante, forse troppo, per settanta minuti la differenza era stata contenuta o limitata, ma la Juve è talmente ricca di talento e superiore dal punto di vista fisico per gestire gioco e risultato con una tranquillità disarmante.

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Così scrive Il Corriere dello Sport. INFERIORITA'. Le altre squadre possono correre, organizzarsi, difendersi bene e ripartire forte, ma non avranno mai la stessa qualità di palleggio e la medesima compattezza. Un muro d’acciaio su cui sbattono tutti, a maggior ragione se mancano centravanti spietati.

Simeone

vive una crisi inspiegabile, neppure riesce più a tirare quando ha la palla buona. Chiesa è in calo, ma non gli si può chiedere la luna insieme agli strappi e alle scosse che alimentano a getto continuo la sua prestazione.
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Pjaca deve ancora presentarsi e Gerson, davanti a Cancelo, si è spento. DUELLI. Un dato illuminante: 66 duelli vinti rispetto ai 38 della Fiorentina, quasi il doppio. C’è una statura fisica difficile da pareggiare. Eppure i viola hanno tirato fuori una discreta prestazione, l’unica possibile, si sono arresi dopo aver fallito due o tre occasioni per pareggiare e il raddoppio di Chiellini.

Male negli ultimi venti minuti, a partita compromessa. PARTENZA. La Viola, al primo assalto, ha fatto tremare i bianconeri con il siluro di Benassi. Simeone era isolato, ma la squadra restava alta, a petto in fuori. Edimilson aggrediva Bentancur e il gioco pendeva a sinistra, dove combinavano Biraghi e Chiesa.

L’umiltà di Allegri si riconosce dagli accorgimenti, mai casuali. Cancelo a sinistra e De Sciglio a destra per contrastare il folletto azzurro. Pjanic lasciato in panchina per inserire Cuadrado di fronte a Biraghi. Pioli voleva la palla a terra.

Fraseggio corto, quasi mai lanci lunghi. L’obiettivo: non consegnare il gioco alla Juve. Servivano intensità e corsa infinita. Ronaldo, braccato da Milenkovic, cercava spazio sulla corsia opposta per respirare. I viola hanno retto bene e rischiato niente per 25 minuti, ma il pericolo nasceva da ogni errore di palleggio.

Quel ritmo era impossibile da sostenere. La Fiorentina si è abbassata. Sono bastati cinque minuti ai bianconeri per imprimere la svolta.

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