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Italiano intrappola la Lazio: ora però serve continuità

Italiano batte per la prima volta Sarri con una formazione molto coraggiosa. Ora però il calendario impone continuità di rendimento

Rivoltata è troppo, ma modificata un bel po’ sicuramente: Vincenzo Italiano ha osato, ha puntato forte su una Fiorentina riveduta e corretta nel modo di attaccare e in certi concetti di gioco per conquistare lui la prima vittoria contro Sarri e, soprattutto, per aggiungere punti preziosi in classifica dentro questo 2024 che stentava a decollare.

Scrive il Corriere dello Sport-Stadio. Sì stentava, perché il 2-1 alla Lazio vale tantissimo anche sotto il profilo della spinta psicologica che può dare: la riprova sarà subito a Torino sabato sera, ma certo quella di ieri non è una vittoria banale.

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E il tecnico viola lo sa, come sa che adesso ci vuole la continuità di rendimento e di risultati che finora è mancata per puntare all’Europa con la prepotenza necessaria a competere con avversarie forte e strutturate.

VITTORIA MERITATA

«Avevamo preparato qualcosa di diverso per metterli in difficoltà - ha detto Italiano - e mi riferisco alla posizione di Beltran e Bonaventura: ci siamo riusciti vincendo, per questo è una soddisfazione doppia. Finalmente abbiamo battuto la Lazio dopo tre anni in cui avevamo ottenuto un solo punto.

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Nell’intervallo ho detto di continuare a giocare come stavamo facendo, perché avevamo creato tantissimo e messo in difficoltà la Lazio seguendo i piani preparati in settimana. Nella ripresa siamo stati premiati dalla vittoria che ci mancava da un bel po’, dopo aver colpito quattro pali e sbagliato un rigore.

Vittoria meritata, chiaramente». Già il dischetto: era un problema, sta diventando una grande problema. «Siamo già al quarto rigore sbagliato e meno male stavolta siamo riusciti a vincere per non pagarne le conseguenze com’era accaduto in altre occasioni.

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Sta diventando una maledizione, ma il rigorista è Nico Gonzalez e mi ha già promesso che il prossimo lo segnerà: se lo sbaglierà saranno cavoli suoi. Scherzi a parte: è andato convinto, ha spiazzato il portiere e ha colpito il palo.

Gira così, adesso non gli va bene, ma ripeto il rigorista è lui».

ADESSO CONTINUITA'

I complimenti sono poi tutti per Belotti. «Ripeto tutti i giorni agli attaccanti che non serve solo il gol per farsi dire che sono stati bravi e utili alla squadra. Va benissimo anche procurarsi un rigore, dare battaglia, aiutare i compagni.

Andrea è arrivato con entusiasmo e voglia che li sta mettendo in ogni partita: non è facile entrare a gennaio in un gruppo nuovo e noi siamo contenti di quello che ci sta dando. Anche se non ha segnato, la prestazione contro la Lazio è da circoletto rosso».

E così si torna all’inizio: basterà questa vittoria alla Fiorentina per “partire” davvero? «Secondo me abbiamo pagato gli infortuni non semplici di Gonzalez, Bonaventura e Arthur: al rientro ci vuole tempo per trovare brillantezza e a volte occorre rischiare di schierarli anche se non sono al meglio.

Poi, mettiamoci i rigori sbagliati, la gara a Lecce già vinta e invece persa: recuperando tutti si può giocare con questa intensità anche nelle prossime partite, ricordando che da marzo entra in ballo anche la Conference League. Insomma, gli impegni sono tanti e sta a noi».

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