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Italiano e le scelte 'strane', Mourinho mette il pullman e si prende un punto. Punte viola non pervenute

Gli esterni iniziali e i cambi nella ripresa, le scelte di Italiano non hanno pagato. Chance di sorpasso gettata al vento

Dybala è stato lo spartiacque della Roma. Con la Joya ispirato e a giocare tra le linee, la banda Mourinho è andata subito in buca. Cross perfetto dell'argentino per Lukaku, che di testa in tuffo anticipava tutti. Bravissimo Romelu, ma Fiorentina come al solito sorpresa in difesa.

Italiano ha fatto scelte “strane”: ha lasciato in panchina Milenkovic, scegliendo Ranieri, quando forse c’era più bisogno di fisicità che di rapidità, con Lukaku nei paraggi. E poi, ok fare a meno all’inizio di Nico, che si è appena ristabilito, ma la scelta degli esterni, Ikone appena guarito dall’influenza e Kouame, al posto di un Sottil in forma, ha lasciato perplessi.

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Risultato: all’inizio la Viola non riusciva a salire e sulle fasce soffriva, come quando Zalewski, lasciato libero da Ikone, è sfrecciato sopra un Kayode non ancora al meglio e ha messo in mezzo per Dybala che ha sprecato la grande occasione del raddoppio.

Subito dopo la Viola ha avuto l’unica vera occasione per una invenzione di Bonaventura che metteva Nzola davanti alla porta, ma il centravanti, più mobile del solito, riusciva soltanto a toccare la palla un po’ lunga con la punta del piede e Rui Patricio è riuscito a respingere.

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Così scrive La Gazzetta dello Sport. IL PULLMAN DI MOU. Dopo l'infortunio di Dybala è come se la Roma si aspettasse la tempesta e si è ritirata sotto coperta. Mourinho ha messo la barca, pardon, il pullman, davanti a Rui Patricio, con un Lukaku encomiabile per sacrifico. La Fiorentina ha preso il pallino, con Arthur e Duncan mai presi da Paredes e Cristante, ed è stata per venti minuti nella metà campo giallorossa, ma non è riuscita a combinare granché perché serviva qualche invenzione degli esterni per creare crepe nel muro romanista.

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La Viola ha avuto la seconda occasione in ripartenza all’ultimo respiro del round, nell’unica uscita della Roma verso Terracciano. Bonaventura si è trovato 3 contro 2 ma, al posto di servire un compagno, ha preferito fare da solo: tiro centrale e debole.

PUNTE NON PERVENUTE. All’inizio del secondo tempo la Roma ha provato a mettere fuori la testa e, nell’unico corner della partita, ha rischiato di segnare ma Duncan ha salvato in scivolata. Beh, i giallorossi si sono fermati qui.

Doppio giallo a Zalewski, la Fiorentina che prima aveva colpito una traversa con Bonaventura, in superiorità numerica ha trovato il pareggio quando la Roma si stava riorganizzando. Un cross di Kouame (col quale ha salvato la sua mediocre partita) è finito sulla testa di Quarta, centrale con licenza di attaccare, che non ha sbagliato.

Terzo gol dell’argentino, come Dimarco e Gatti. Ma gli attaccanti? Non pervenuti. Con la palla sempre tra i piedi viola, Nzola si è mosso meglio di altre volte ma non ha mai avuto una chance, eccetto un colpo di testa finito tra le mani di Rui Patricio, il migliore della Roma.

Kouame e Ikone nemmeno quella. Italiano ha speso finalmente la cavalleria: dentro Nico per Ikone, poi Sottil per Bonaventura con Kouame al centro con Nzola per una sorta di 4-2-4. Ma la Fiorentina non è mai stata cattiva, girava troppo intorno all’area e il pullman della Roma ha tenuto anche quando, al 42’, Lukaku ha lasciato il campo per l’espulsione.

L’unico vero tentativo è stato ancora di Quarta, di testa. Troppo poco, chance di sorpasso gettata al vento.


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