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Il paradosso di Federico Chiesa ed il suo 'Piano B'

La Gazzetta dello Sport in edicola stamani racconta la recente storia di Federico Chiesa. Adesso deve valutare anche il 'Piano B'

Un anno fa Federico Chiesa era un giocatore da settanta milioni. E la Juve aveva sperato fino all’ultimo che Rocco Commisso togliesse il veto alla cessione del suo gioiello. Non solo, anche Inter, Bayern Monaco e Manchester United avevano fatto dei sondaggi per capire se l’attaccante viola poteva finire sul mercato.

Nel calcio un anno è una vita. Chiesa ha fatto una buona stagione. Per la prima volta è finito in doppia cifra nella classifica dei goleador e ha anche servito un buon numero di assist. Ma, nonostante la disponibilità di Rocco a cederlo, nessuno si sta facendo avanti per il suo cartellino.

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Che per il proprietario della Fiorentina continua a costare quasi settanta milioni. Questo strano scenario ha più di una spiegazione. L’effetto Covid ha abbassato la valutazione di molti calciatori. In più Federico è un po’ passato di moda anche perché nell’ultimo campionato non ha chiarito quale può essere il suo giusto ruolo.

Con Iachini ha fatto la prima punta, la seconda punta, l’attaccante esterno e il tornante a tutta fascia. Tutte posizioni che ha coperto in maniera buona ma non esaltante. Chiesa ora vuole disputare un grande inizio di campionato e magari brillare nella Nazionale in questa parentesi azzurra di settembre, per convincere qualche grande club (ancora la Juve?) a farsi avanti con l’offerta giusta.

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Altrimenti dovrà cambiare idea e tornare a essere un “giocatore rock” nella Fiorentina. Puntando a diventare protagonista al prossimo Europeo. Preparare questo evento con una maglia da titolare garantita e protetto dal suo vecchio mondo potrebbe essere un ottimo piano B.

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