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Il pagellone di fine stagione: dietro si salvano in pochi. Malissimo Comuzzo

Fine stagione, tempo di voti e pagelle. Il reparto difensivo della Fiorentina ha fatto acqua tutto l'anno. Si salva solo De Gea

Fine stagione, tempo di voti e pagelle. Il reparto difensivo della Fiorentina ha fatto acqua tutto l'anno. Meglio nel periodo in cui sono arrivati i punti decisivi per la risalita in classifica fino alla salvezza. Comuzzo il peggiore. Si salva solo De Gea. Questo il pagellone di Laviola.it:

DE GEA, VOTO 6.5 L’inizio di stagione è stato decisamente da dimenticare. Diverse le partite in cui ha inciso in negativo, poche quelle in cui ha portato punti. Vuoto nello sguardo, smarrito e poco reattivo. Da quando ha preso la fascia di capitano è tornato il vecchio De Gea, con prestazioni di livello che hanno aiutato la risalita della Fiorentina. Coi suoi limiti, come sulle uscite e coi piedi, ma il saldo tra miracoli ed errori è decisamente ritornato in attivo. Nel complesso non il De Gea dell’anno  scorso, ma quando c’è stato da portare punti salvezza ha fatto decisamente il suo. Privarsene potrebbe provocare grossi rammarichi.

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CHRISTENSEN e LEZZERINI, NG Poche le occasioni in cui sono stati chiamati in causa. Il danese, rientrato nella seconda parte di stagione dal prestito allo Sturm Graz, non aveva brillato nelle primissime gare giocate in Conference, salvo poi fare un partitone con l’Atalanta nell’ultimo incontro di campionato. Poco spazio per Lezzerini, anche lui schierato in Europa, dove aveva evidenziato tanta ruggine. 

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DODO, VOTO 5 Sarà stata colpa della preparazione estiva? Il Dodo d’inizio stagione è stato difficile da commentare. Partite orrende, errori banali, poca spinta offensiva e buche clamorose in fase difensiva. Con Vanoli è migliorato il rendimento, con qualche alto e basso tipico della sua avventura fiorentina. Inizio da 4, seconda parte da 6, con qualche 6,5. Bellissimo il gol segnato a Cremona, decisive alcune sue sgroppate nel momento in cui la formazione di Vanoli ha cambiato marcia nella lotta salvezza, ma con anche qualche partitaccia delle sue, come col Palace all’andata. Resta l’incognita sul futuro: non ha dimostrato di essere un giocatore da ingaggio top. Ma, per quello che a tratti ha fatto vedere, resta il dubbio se la Fiorentina possa puntare ad un esterno destro migliore del brasiliano. 

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RANIERI, VOTO 5.5 Orribile l’inizio di stagione. Sempre in ritardo, in affanno e quasi mai decisivo in positivo. Notevoli le sue difficoltà in impostazione, motivo che portò a più di qualche divergenza con Pioli (con tanto di sostituzione all’intervallo a Cagliari per ‘scelta tecnica’). Dopo aver perso la fascia di capitano, anche per un suo modo di vivere la partita forse troppo sopra le righe, ha saputo ritrovarsi accettando panchine su panchine, per poi tornare tra i titolari ritornando a tratti ai livelli del Ranieri che avevamo conosciuto e apprezzato. Nel momento in cui la Fiorentina di Vanoli ha cambiato marcia nel raggiungimento della salvezza, lo ha fatto ritrovando grande solidità difensiva. E in questo Ranieri ha dato il suo importante contributo. 

COMUZZO, VOTO 4.5 La sua stagione è stata costantemente caratterizzata da errori concettuali. Tanti i gol in fotocopia concessi agli avversari, tra l’altro in quella che era stata la sua caratteristica migliore, ovvero la marcatura. Come ha iniziato ha proseguito e finito. Non ha mai dato segnali di miglioramento o di ripresa, chiudendo con un goffo autogol che fotografa perfettamente la sua annata. Col pallone tra i piedi non aveva mai brillato. Ma se nella prima stagione tra i grandi era riuscito a compensare con doti da difensore vecchio stampo, quest’anno è mancato anche in quello. Insicurezza? Problema di personalità? Il nodo da sciogliere per il futuro è tutto qui: si può ritrovare quel Comuzzo che difendendo bassi sembrava un muro, oppure il vero Comuzzo è quello che ha fatto acqua da tutte le parti quest’anno? 

GOSENS, VOTO 5 Aveva iniziato la stagione con la sua specialità della casa, gli inserimenti in fase offensiva, segnando nel playoff di Conference con anche due assist. Poi, però, il tedesco è sempre apparso indietro di condizione, mai ai livelli del passato campionato. Tante, troppe le partite anonime, spesso sverniciato in fase difensiva e poco incisivo in quella offensiva. 3 i gol messi a referto in questo campionato, tra cui quello decisivo nel successo sulla Lazio al ritorno. Sprazzi e lampi del Gosens che nella stagione precedente aveva fatto un’annata da voti altissimi. 

PONGRACIC, VOTO 5,5 Alti e bassi per il croato. Malissimo come il resto dei compagni a inizio stagione, tra letture individuali clamorosamente sbagliate (col Napoli all’andata) e svarioni vari. Con Vanoli si è ritrovato, parzialmente, non trovando quasi mai una definitiva costanza di rendimento. Coi piedi il più elegante del reparto, ma ok anche quando c’è stato da fare battaglie (come con la Juve). 

PARISI, VOTO 6,5 Quanta sfortuna! Con Pioli era finito nel dimenticatoio. Vanoli se l’è inventato esterno alto a destra, dove Parisi è rinato. Diverse le partite in cui l’ex Empoli è stato tra i pochi a salvarsi, con anche la gioia del primo gol in viola a Cremona. Poi un problema fisico per una botta rimediata con l’Inter, diverse settimane di stop, il rientro e la rottura del crociato con operazione e lungo stop. In bocca al lupo. 

RUGANI, NG Esordio scioccante da titolare a Udine, con tre reti subite dalla Fiorentina per sue responsabilità. Forse, al tempo, non era ancora in condizione di poter giocare dopo il lungo stop per infortunio. Meglio nelle altre uscite, comunque troppo poche per prendere una valutazione. Possibile che non abbia ri-trovato spazio (se non nell’ultima con l’Atalanta) per il discorso legato alle presenze che avrebbero fatto scattare l’obbligo di riscatto. Futuro? Chissà. 

FORTINI, VOTO 5 Molto buono l’impatto. Spinta, coraggio (in una Fiorentina che pareva narcotizzata) e una buona fase offensiva con cross tagliati e incisivi. Col passare delle settimane, tuttavia, è andato a calare, fino a scomparire quasi del tutto nella seconda metà di stagione. Evidenti i limiti in fase difensiva. Ignoto il suo futuro, tra un rinnovo mai arrivato e interessamenti vari come quello di Gasperini e della Premier.

KOUADIO e BALBO NG. Il primo ha avuto pochissimo spazio, mentre il venezuelano ha fatto vedere buone cose nel momento in cui è stato chiamato in causa. Niente di trascendentale, ma da rivedere.

LAMPTEY NG. Meglio dimenticare. L'esterno si è fatto male dopo pochi minuti senza mai più tornare in campo. 

VITI-PABLO MARI' (fino a gennaio) - L'ex Empoli quando è stato chiamato in causa ha sempre fatto malissimo, fino alla risoluzione anticipata del prestito col Nizza a gennaio. Anche l'ex Monza ha fatto poco e nulla. 

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