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Il miglior Arthur per la finale di Conference League: è il jolly di Italiano

Italiano spera di avere il miglior Arthur nella partita più importante della stagione: ad Atene per la finale di Conference League

La versione di Monza. Quella più apprezzata, forse la migliore in assoluto di tutta la stagione che pure ha avuto episodi non rari di apprezzamento generale, e non solo per il gol segnato (primo e unico finora con questa maglia indosso).

Scrive il Corriere dello Sport-Stadio. La versione di Arthur da 48 passaggi (e 92 per cento tentati/riusciti) contro i brianzoli, chiaramente, perfetta o quasi per tutto ciò che il regista brasiliano può dare alla Fiorentina e mica sempre c’è riuscito, nonostante le 46 presenze totali che già di per sé sono un grande risultato perché in netta, nettissima controtendenza rispetto al passato non solo recente in termini di continuità.

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Contributo fatto di geometrie di gioco affatto banali per far muovere i compagni nel modo giusto e con i tempi giusti, poi suggellato dalla rete decisiva per la vittoria viola con un tiro da fuori area dopo spunto personale che s’è ricordato di avere nel proprio repertorio: a costo perfino di provocare un pizzico di rimpianto per quello che Arthur poteva essere Arthur e non è stato fino in fondo.

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Ma il passato non conta più.

GESTIONE ATLETICA

Conta la finale contro l’Olympiacos. Conta portare la Conference League a Firenze e conta per Vincenzo Italiano avere quell’Arthur lì, che magari non si è visto venerdì scorso contro il Napoli (senza magari), ma altri 87 minuti aggiunti agli 80 disputati con il Monza rassicurano sulle condizioni atletiche del centrocampista arrivato in estate dalla Juventus e garantirsele così in Grecia è il primo e grande obiettivo del tecnico viola.

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Troppo importante averlo lì nel mezzo al campo, troppo importante affidargli il pallone perché capace di sottrarsi alla marcatura dell’avversario e da quel momento iniziare l’azione, troppo importante sapere che c’è chi sa tenere uniti i reparti e anche questo frutto di un’intelligenza tattica non comune.

Sono compiti delicati, delicatissimi, che appartengono a un calciatore con qualità sopra la media. Come il 27enne sudamericano. E se la versione simil-Monza non si è vista spesso, adesso basta che riesca di nuovo a mettere tutto insieme solo un’altra volta: a Cagliari no di sicuro, a Bergamo nel recupero post campionato nemmeno, salvo esigenze impellenti ancora indotte dalla classifica.

Sì, ad Atene.

PASSO D'ADDIO

È quello l’appuntamento per Arthur e poi il passo d’addio sarà più dolce. Perché alle condizioni attuali è impensabile se non impossibile immaginarlo ancora alla Fiorentina: venti milioni (oltre i 2 di prestito oneroso e i 2 maturati per le presenze) per riscattarlo dalla Juventus non sono inseriti nel budget viola, e non lo sono nemmeno i 4,5 milioni netti d’ingaggio che il club bianconero gli garantisce fino al 2026.

La conferma, comunque da concordare con il sostituto di Italiano sulla panchina viola, piuttosto è legata alla ricerca di un nuova formula sulla base del prestito, però questa a sua volta non è nei programmi della Juventus che ha già preventivato di inserire il cartellino di Arthur come contropartita di operazioni in entrata.

Si sa che andrà in questa maniera se non cambiano i termini dell’accordo e le intenzioni delle due società, ma in questo momento è un discorso che non interessa e viene dopo. Dopo Atene.

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