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Il 4-2-3-1 scricchiola senza esterni. Difesa a tre più solida

Un modulo con gli esterni non rende se sugli esterni ci sono fantasmi. Così Italiano deve ripensare la sua idea tattica almeno per il momento

La questione modulo è centrale nell’analisi del momento della Fiorentina. A pieno regime nessuno si sarebbe sognato di metterlo in dubbio. Il 4-2-3-1 regala le certezze necessarie nelle due fasi, ma qualche scricchiolio nelle ultime settimane lo ha palesato.

Prendiamo il primo tempo con il Sassuolo, manifesto del vorrei ma non posso. Un po’ come nella notte di Riyad. Scrive La Nazione. Lungo possesso sterile, zero intuizioni degli esterni offensivi. Se Ikoné è entrato in un tunnel dal quale sarà difficile uscire, Brekalo ha vissuto il mese di gennaio con la valigia in mano, salvo dover andare in campo al bisogno.

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Ma che sia un pesce fuor d’acqua sembra evidente. In un periodo nel quale anche Bonaventura sembra in difficoltà sul piano fisico, far gol comincia a diventare complicato. Per questo alla vigilia del Napoli in tanti pensavano che la scelta giusta fosse quel 3-4-1-2 visto in Coppa Italia contro il Bologna.

Niente di trascendentale in zona gol, ma una compattezza difensiva importante. Con il presidio delle fasce affidato comunque a terzini come Kayode/Faraoni e Biraghi/Parisi. Mossa che invece ha premiato il Napoli. Italiano è stato chiaro nel dopo gara.

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La difesa a tre si potrà rivedere, ma solo in situazioni di emergenza. E la notte di Riyad evidentemente non lo era.


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