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I quattro punti del dossier Milan al Tas: "Trattati diversamente da Psg, City e Inter"

Il 19 luglio il Tas si pronuncerà sul ricorso presentato dal Milan per l'esclusione dalla prossima Europa League.

Ci fosse una premessa al dossier, sarebbe quella già scritta nella nota di Elliott. Obiettivo del fondo è «condurre un modello operativo sensibile che rispetti le regole della Uefa sul Financial Fair play». La memoria difensiva è ormai stata spedita all’indirizzo del Tas di Losanna, in Avenue de Beaumont 2.

Qui la delegazione rossonera sarà ricevuta giovedì alle nove e mezzo del mattino: i legali rossoneri saranno gli stessi già partiti per un’altra trasferta svizzera, stavolta a Nyon, dunque Roberto Cappelli e Andrea Aiello. A loro si aggiungerà anche un avvocato di Elliott: tutti insieme si sono riuniti ieri pomeriggio in una lunga conference call.

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PUNTI. La memoria è consistente e dettagliata ma comunque sintetizzabile in quattro punti fondamentali. Uno: Elliott ha garantito la continuità aziendale che tanto preoccupava l’Uefa. Il fondo ha di nuovo messo per iscritto la propria volontà di tenere il club, con cui avviare un percorso all’indietro: l’obiettivo è tornare ai fasti che furono.

Se invece – guardando al futuro – l’accusa punterà su un’eventuale prossima rivendita (come da «statuto» di un hedge fund) la controparte obietterà che, oggi, è come fare un processo alle intenzioni. Nei processi, al contrario, si deve guardare ai fatti certi.

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E alle norme: l’Uefa non ha grande feeling coi fondi di investimento ma la loro presenza nel calcio non è ancora oggetto di regole scritte. Due: se Camera investigativa e giudicante avevano sottolineato con la matita rossa il debito del Milan, stavolta non troverebbero errori.

Una volta che Singer è diventato padrone della società, il debito si è di fatto azzerato: la società è dunque tornata a essere sana. E se prima aveva esigenze di rifinanziamento da completare entro ottobre, oggi non ci sono più scadenze da rispettare.

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Tre: la documentazione sottolineerà a sua volta la disparità di trattamento. Quali sono i termini di paragone? Psg, City e Inter. Il Milan non ha mai nascosto il proprio debito da 120 milioni, come di dominio pubblico sono le notizie riguardo il saldo negativo degli altri club citati, in due casi su tre simili a quello rossonero e nell’ultimo addirittura peggiore.

E nessuno degli esempi era finito fuori dall’Europa. Quattro: l’incertezza su Li Yonghong è stata sostituita dall’amplia bibliografia su Elliott, noto e soprattutto credibile. Per queste ragioni, e perché il Tas è un organo imparziale e non interno all’Uefa, filtra «moderato ottimismo».

L’umore potrà essere misurato nella stessa giornata: dopo l’udienza della mattina, nel pomeriggio verrà letto il dispositivo contenente la sentenza.

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