I giorni delle scelte, Paratici prende tempo. L'ombra del Milan e la porta chiusa una settimana fa
Vanoli, Grosso, una terza via: è la settimana delle decisioni per la panchina viola. Ma tornano le voci sul direttore sportivo
Valzer di panchine e direttori sportivi, la rivoluzione in casa Milan. E anche la Fiorentina viene investita da questa ondata di cambiamenti nel calcio italiano. Delusi, meno delusi, vogliosi di rilancio. Appena conclusa la stagione, diverse le piazze che si apprestano a cambiare guida tecnica e dirigenziale. A Firenze sono i giorni della scelta sull'allenatore. Vanoli, Grosso, una terza via: ancora tutto aperto.
RIFLESSIONI. Fabio Paratici sta prendendo tempo. Nel senso che nonostante la stagione viola sia finita venerdì sera, ancora non sono arrivati passi avanti decisivi sul futuro della panchina gigliata. «Ancora nessuna novità», ha confermato Vanoli, per il quale la società viola ha in mano l'opzione unilaterale per il rinnovo da esercitare entro il 30 maggio. Del resto, non c'è urgenza imminente. La scelta va ponderata bene. Ma il ds gigliato non è certo immobile. Contatti, riflessioni in corso. Nuovi incontri in settimana. Si parla di un confronto con l'entourage di Fabio Grosso, che nelle prossime ore avrà un faccia a faccia con la dirigenza del Sassuolo per parlare di futuro. In casa neroverde sono consapevoli che l'ex terzino campione del mondo piace ai viola e non solo, ma sono intenzionati a chiedere un indennizzo (economico o tecnico) per lasciare andare l'allenatore.
LE LINEE GUIDA. Situazione insomma da sbrogliare. Eventualmente. Perché anche lo stesso Vanoli spera di essere confermato alla guida di una «Fiorentina più ambiziosa», come ha ripetuto nelle ultime settimane. Dalla sua va ripetendo risultati e numeri, sottolineando come la base di partenza (spogliatoio allo sbando, preparazione atletica da rifare, squadra costruita male e per un altro allenatore, paura di retrocedere) non abbia permesso di concentrarsi anche su un calcio piacevole e godibile. Quando ci ha provato, del resto, la sua Fiorentina ha preso "schiaffi" calcistici a destra e a manca. La decisione della società è attesa comunque a breve, nel giro di giorni o di ore. Prima del viaggio dei dirigenti programmato in direzione New Jersey. Ma è chiaro che anche le linee guida – in parte ovviamente già arrivate – dagli States stanno indirizzando e indirizzeranno la scelta. In particolare a livello economico (per lo stipendio del prossimo allenatore e per il budget a disposizione nella costruzione della squadra).
RIBALTONI. Se arrivare a Iraola o profili di Premier è sempre più complicato, non si esclude anche una terza via, un profilo a sorpresa ancora rimasto ai margini dell'attenzione mediatica. Ma tutto sarà più chiaro nelle prossime ore. Mentre il valzer delle panchine italiane è già partito: Sarri verso l'Atalanta (ma c'è da trattare con Lotito per la risoluzione del contratto, dopo gli attriti degli ultimi mesi), Gattuso per la Lazio. Il Napoli ha salutato Conte e valuta anche Italiano oltre ad Allegri, c'è Palladino tra i candidati eventuali per Bologna, mentre il Sassuolo punta l'ex viola Aquilani in caso di partenza di Grosso. E anche lo stesso Vanoli entrerebbe eventualmente in gioco per qualche piazza di medio-alto livello. Ma a far rumore è stato lo scossone in casa Milan. Via tecnico e dirigenza (quasi) al completo. Si è tornati a parlare così anche di Fabio Paratici.
ANCORA IL MILAN. Non semplici voci, ma come rivelato da Fabrizio Romano ci sarebbero stati anche contatti concreti. Una situazione che ciclicamente ritorna. Paratici era stato ad un passo dal Milan un anno fa, proprio su spinta di Cardinale, prima che altre fazioni della dirigenza facessero naufragare il suo ritorno in Italia. Adesso lo stesso patron rossonero sta riorganizzando la ricostruzione milanista, ed è chiaro che un profilo stimato come Paratici possa essere tornato nella lista dei dirigenti attenzionati. Restano però le parole di una settimana fa del ds viola: «Ho appena preso casa a Firenze, volete già farmi cambiare? - disse domenica scorsa da Torino –. Ho vissuto tre mesi chiuso al Viola Park. Se mi aveste visto in questi ultimi tre mesi, non mi fareste questa domanda. Sono super concentrato sulla Fiorentina di adesso e sulla Fiorentina del futuro. Poi fa sempre piacere ricevere attestati di stima, ma questo non significa che uno debba cambiare». Frasi che avevano allontanato certi discorsi, fino al nuovo tentativo di Cardinale. Ma con un viaggio negli States già in programma, e soprattutto con il lavoro che sta portando avanti Paratici per la ricostruzione della Fiorentina a 360° (allenatore, giocatori, staff, operatori del Viola Park), oltre ad un contratto ancora di 4 anni in essere, un ribaltone sarebbe davvero clamoroso e inatteso.



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