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Vanoli: «Futuro? Incontri in settimana. L'importante è il bene della Fiorentina» (VIDEO)

Vanoli: «Futuro? Incontri in settimana. L'importante è il bene della Fiorentina»

Dalla serata per il Premio Maestrelli a Montecatini, Paolo Vanoli, tecnico della Fiorentina, ha parlato così della stagione viola e del proprio futuro. Le sue parole raccolte da LaViola.it: «Una stagione importante, un premio che ha visto tra i premiati grandi personaggi. Il premio non è solo per me, lo dedico a tutto il mio staff, tutti quelli che hanno sofferto con me. Gli ‘invisibili’ del Viola Park, tutti. Il momento più bello è quando mi hanno abbracciato a obiettivo raggiunto. E poi il tributo della gente allo stadio, ha capito il lavoro che c'è stato dietro. Firenze si merita un palcoscenico diverso, ora fortunatamente si può pensare a un grande futuro per questa Fiorentina».

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FUTURO. «Stasera sono qui, mi voglio godere un premio importante. E' giusto guardare quanto fatto da novembre a oggi, non ho avuto il tempo di pensare e godermi. Ho capito di aver fatto qualcosa di importante con il tributo di domenica. Ringrazio la società, mi è sempre stata vicina. Non ho avuto il piacere di conoscerlo, ma solo una telefonata con Commisso che oggi non c'è più. E' venuta a mancarci una grande persona, ma vedo il figlio Joseph e Catherine impegnati ogni giorno. Il presidente l'ho sentito dopo le partite, anche dopo l'ultima partita a salvezza raggiunta. Una gioia sentire la voglia che ha. In settimana ci saranno degli incontri da definire, ma l'importante è il bene della Fiorentina».

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MILAN FUORI DALLA CHAMPIONS. «E' stata una sorpresa, vedere il Milan perdere la qualificazione in Champions League all'ultima giornata non è stata una bella cosa per loro. Ma non ho avuto tempo di guardare gli altri. A Torino contro la Juve avevamo voglia con i ragazzi di onorare la gara».

PRIMAVERA E GIOVANI. «Sono rimasto dispiaciuto e colpito dalle critiche che ho avuto sui giovani, quando io sono stato 8 anni nel settore giovanile della Nazionale. E ovunque sono andato ho creduto nei giovani. Come Cacciamani che ho lanciato l'anno scorso, Njie. Si è parlato poco di Balbo, è un 2006 che ho avuto il coraggio di mettere dentro nelle partite più importanti. Mi è dispiaciuto molto, se guardate la mia storia ho sempre creduto nei giovani. Ma vuol dire anche saperli tutelare. Guardate Braschi, non si meritava quanto detto per due giorni quando non entrò. Ora me le tiro fuori queste cose. Sono però contento che questi giocatori possono rappresentare la Primavera. Ho avuto in mano dei grandi ragazzi, gli faccio in bocca al lupo per le finali».

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KEAN SEMPRE FUORI. «E' mancato tanto. In Serie A ha un peso importante, lo dimostrano i gol dell'anno scorso. La nostra bravura è stata di lavorare tanto con i centrocampisti, lo dimostrano i gol che hanno fatto. Altro esempio del lavoro che abbiamo fatto».

LA FOTO PIU' BELLA. «Il tributo che mi ha fatto lo stadio, la tifoseria. Qualcosa di indimenticabile, il regalo più importante. E' la foto che mi porto dietro. Ha rappresentato i sacrifici, quello che ho fatto per tenere la Fiorentina in Serie A. E' il più bel regalo che la gente di Firenze poteva farmi».

AGGIORNAMENTI SUL FUTURO. «Non c'è niente da capire, sono sempre stato chiaro. Ho sempre detto che non voglio rimanere per riconoscenza. E' giusto che un club che ha in mano un'opzione faccia le proprie valutazioni. Poi se dovesse essere Vanoli l'allenatore del futuro ho sempre detto che sono ambizioso».


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