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Giraldi: “Che bello lo stadio dei Pini tutto viola. Dopo la rottura del ginocchio accusai il colpo”

Le dichiarazioni dell’ex attaccante viola sulla sua esperienza alla Viareggio Cup in maglia viola

L’ex attaccante della Fiorentina, Daniele Giraldi ha parlato al canale ufficiale della Viareggio Cup per ricordare le tre finali giocate con la maglia viola: “La prima risale al 1992 contro la Roma, vinta 3-2: in quella partita segnai il primo gol e procurai il rigore del 2-1 realizzato da Banchelli.

Ricordo una gradinata piena di tifosi viola che ci incitarono per tutta la gara. E anche alla premiazione, la commozione mista a gioia del presidente Mario Cecchi Gori. La finale del 1994 è un brutto ricordo perché era stato introdotta la regola del golden gol e un certo Alessandro Del Piero ci condannò ai tempi supplementari alla sconfitta… Nel 1995 ero in prestito al Cosenza serie B e l’allora allenatore della Primavera viola Luciano Chiarugi mi chiamò come fuori quota, chiedendomi se potevo dare un po’ di esperienza al gruppo.

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Non me lo feci dire due volte, accettai subito. Il cammino per la finale fu molto prolifico per me perché riuscii a siglare 7 gol, ma poi perdemmo la finale ai rigori con il Torino”.

RIMPIANTI. “Le mie aspettative e speranze erano quelle di poter giocare in serie A, purtroppo però nel 1993 ebbi un grave infortunio al ginocchio con la rottura del crociato anteriore.

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Faticai parecchio per tornare e a livello psicologico accusai molto il colpo…”.

IL CALCIO DI OGGI. “Sono cambiate tante cose ma per elencarle tutte non basterebbe una giornata intera: in primis, il numero esagerato di stranieri e purtroppo anche la cultura generale, perché ai miei tempi si ascoltava e si rispettava gli insegnamenti dei nostri allenatori e dirigenti”.

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PRESENTE. “Sono nel mondo del calcio, dopo aver preso il patentino di Uefa B nel 2013 ho iniziato ad allenare, adesso sono nelle giovanili del Ghivizzano Borgoamozzano, società che milita in serie D”.

RICORDI. “Il momento più bello è stato l’esordio in Serie A nel 1991 a Torino, quando Gigi Radice mi disse di entrare in campo.

Quello più brutto risale al 1993, con la rottura del crociato del ginocchio sinistro in Ungheria con la Nazionale under 18”.

ALLENATORI. “Ho avuto la fortuna di avere molti allenatori di grosso spessore tecnico e umano. Vi cito alcuni nomi: Gigi Radice, Claudio Ranieri, Corrado Orrico, Maurizio Viscidi.

Li ricordo tutti perché da ognuno di loro ho cercato di captare gli insegnamenti, in primis il valore e il rispetto dello sport più bello del mondo”.

VIAREGGIO CUP. “La Youth League è diventata una vetrina importante La Viareggio Cup lo è altrettanto, anche se la concorrenza è spietata.

Ritengo interessante l’apertura verso club dei paesi emergenti a cominciare da quelli africani”.


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