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German salva la Fiorentina dall'abisso. Da Boateng a Pulgar: brutte prove

La Spal sfiora il colpaccio, i viola ne approfittano e guadagnano tre punti pesantissimi. Ma quanta fatica al Franchi...

Il risultato non è importante... è tutto. Un colpo di testa di Pezzella all’82' appena sfiorato da Valoti, dopo un cross di Pulgar, almeno un paio di occasionissime mancate dalla Spal e la Fiorentina triste e preoccupante di questo campionato si ritrova in mano tre punti, una vittoria che le mancava (in campionato) dal 30 ottobre e al Franchi addirittura dal 6 ottobre.

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Vince Iachini, appena arrivato e che nelle due gare gestite dalla panchina viola ha collezionato quattro punti. Un’enormità considerati i disastri inanellati, ma anche la sua Fiorentina è apparsa comatosa. Fino al gol aveva fatto enormemente di più la squadra di Semplici.

Fallendo però il gol prima con Felipe, poi con Valoti. Così una Fiorentina anemica, confusa, disperata, ha trovato se stessa in quell’unica vera occasione. Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

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LIBERAZIONE. Una liberazione, forse anche immeritata.

Ma nel calcio le occasioni vanno prese al volo. Così la Fiorentina ha colto l’attimo, l’unica vera situazione decisiva e si è presa tutto. E il Franchi si era «accasciato», finalmente si è sollevato. D’altra parte Firenze conosce bene la sua realtà.

E prima della gara ha srotolato due striscioni che sommati raccontavano: «Nelle gioie e nei dolori sventoliamo i nostri colori...». Vero, la squadra viola adesso è un grumo di impotenza e di dolori. Gioca male, fino alla metà del secondo tempo solo Castrovilli aveva rispettato la gara.

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Bravo, bravissimo, unico. Lui e solo lui.

BRUTTA PRESTAZIONE. Inguardabile Boateng, mandato in campo dal primo minuto e dopo una presenza impalpabile di quarantacinque minuti è stato rilevato da un Vlahovic almeno vivo. Disastroso pure Chiesa, in posizione avanzata ma incapace di accendersi, confuso, sempre a metà strada fra il niente e il poco.

Perfettamente sulla sua lunghezza d’onda anche i due esterni, Lirola e Dalbert. E che dire di Pulgar? Pure l’ex Bologna non offriva lanci, triangolazioni, sponda, solo movimento, una sorta di balletto, lento. Sufficiente Benassi che almeno arrivava tre volte alla conclusione dalla lunga distanza.

Sussulti, solo sussulti. Grandi dubbi anche nella fase difensiva, dove Milenkovic reggeva e dove pure Caceres soffriva. Fino a Dragowski, pure lui in confusione.

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