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German nell’olimpo dei gladiatori viola. Come Passarella, Rui Costa, Bati. Più forti del dolore

In campo nonostante l’infortunio, Pezzella da leggenda. Tanti i precedenti nella storia della Fiorentina

Chissà cosa avrebbe detto Astori a Pezzella a fine partita nello spogliatoio. Certamente non sarebbe stato da meno, se fosse toccata a lui la decisione di rimanere in campo da ‘zoppo’ oppure lasciare la squadra in dieci, scrive il Corriere Fiorentino.

Gladiatori viola che si guadagnano un posto nel cuore degli appassionati di calcio. Un gesto che ha ricordato un argentino nello stesso ruolo, Daniel Passarella, che al dolorino ha sempre contrapposto il ghigno del combattente.

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E Batistuta, il campione che giocava con le caviglie martoriate e imbottite di novocaina. Che col Milan prima di infortunarsi sentì un dolore ma volle restare in campo per dare una mano alla sua Fiorentina in lotta per lo scudetto.

E ancora Gian Matteo Mareggini,  che doveva essere operato a una spalla, ma rimandò di continuo perché voleva salvare la Fiorentina dalla B. Come Rui Costa nel 1997 quando a Perugia, in una partita decisiva per la qualificazione in Europa, gli venne imposto di stare a riposo, ma lui volle provare lo stesso la mattina e a Ranieri disse che se la sentiva.

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Mentiva a tutti, a cominciare da se stesso e a dieci minuti dal termine gli saltò il muscolo. Chiuse la stagione con un mese e mezzo di anticipo.

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