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Gazzetta - Mancini saluta l'Al Sadd. E' pronto a tornare ct della Nazionale

Dopo sette mesi lascia il Qatar, lui vorrebbe una nuova opportunità da ct dopo la brusca separazione del 2023

La notizia era nell’aria da qualche tempo e ieri sera c’è stata l’ufficializzazione: Roberto Mancini ha lasciato l’Al Sadd con cui, grazie a una grandissima rimonta, è riuscito a conquistare il titolo in Qatar. «Non ho trovato quello che cercavo», aveva detto qualche giorno fa al Festival della Serie A a Parma, dando un’indicazione chiara delle sue intenzioni. Sette mesi dopo il suo arrivo, il Mancio ha scelto di fare un passo indietro. Ed è inevitabile pensare che dietro questa decisione ci sia (anche) la speranza di poter tornare ad occupare la panchina azzurra. Così scrive La Gazzetta dello Sport.

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RITORNO. La sua idea è nota: vuole una seconda opportunità da ct. Lo aveva detto senza giri di parole in un’intervista alla Gazzetta del 12 giugno 2025, praticamente un anno fa: «Per un allenatore non c’è cosa più bella che guidare la Nazionale: io ho vinto con i club, ma se vinci con l’Italia è un’altra cosa. Tornare? Si tornerebbe sempre dove si è stati felici e io a Coverciano stavo da dio, con tutti. C’era proprio un bel clima». Certo, c’è quell’addio a sorpresa, con una pec nella caldissima estate del 2023, che ha fatto arrabbiare un po’ tutti, dal presidente federale Gravina ai tifosi. E il calcio in questo Paese è cosa seria, si può perdonare, ma non si dimentica. Lui ha chiesto scusa, ha ammesso di aver «preso delle decisioni sbagliate. Si fanno degli errori pensando di essere sempre nel giusto». A dimostrazione di quanto tenga a tornare su quella panchina e per convincere tutti che è lui il ct disposto a fare «un atto d’amore per il calcio» (come chiede Giovanni Malagò, candidato favorito alla presidenza federale), è pronto a firmare un contratto in linea con i parametri Figc, intorno ai due milioni di euro, anche se dalle (attuali) parti di via Allegri c’è chi ritiene che per dimenticare davvero quello sgarbo, quando scelse di allenare l’Arabia Saudita a 30 milioni l’anno, dovrebbe fare il ct gratis almeno per un anno

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PER LA NAZIONALE. Di fatto, la volontà di andare incontro alle esigenze del presidente che verrà (soprattutto se è una conoscenza di vecchia data come Malagò) c’è e le dimissioni di ieri sono solo l’ultimo gesto per dimostrarlo. Malagò sulla questione resta legittimamente abbottonatissimo. Le elezioni sono il 22 giugno, e prima di allora non sarebbe giusto azzardare mezza parola sul tema ct: «I giochi si fanno dopo il voto». Stop. È inevitabile però che qualche sondaggio su eventuali disponibilità si sia fatto e si stia facendo. Antonio Conte oggi è quotato un po’ meno di qualche settimana fa: ha pretese diverse da Mancini e anche se lasciando il Napoli ha detto che potrebbe «rimanere fermo», è probabile si stia guardando intorno in attesa di un club di spessore. Poi c’è l’idea Pep Guardiola, che è qualcosa in più di una suggestione, ma che è di difficile realizzazione (economica) a meno che non si riesca a coinvolgere nell’operazione una carovana di sponsor, cosa che visto il nome in ballo potrebbe non essere impossibile. 

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