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Il figlio di Julinho: «Per lui la Fiorentina era una grande famiglia. Tifoseria molto fedele»

Carlos Botelho a Firenze per il centenario del club viola: «Un onore»

«Continuo a vantare il mio record: ho visto dal vivo nove partite della Fiorentina e sono state 9 vittorie, tra le quali anche il 4-2 contro la Juventus». Quando si dice che sugli spalti c'è il "dodicesimo uomo". Carlos Botelho è il figlio di Julio Botelho, il grande, immenso, Julinho, splendida ala destra, uno degli eroi del primo scudetto viola del 1955-56. 

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RAPPORTI. Carlos è stato invitato dal Consiglio regionale per prendere parte all'evento celebrativo del centenario viola. Parla così a La Nazione: «Per me è un onore rappresentare mio babbo nel centenario della Fiorentina. Ringrazio di cuore il Consiglio regionale per l'invito. Mio padre parlava sempre tanto di Firenze, dell'amicizia con tutti giocatori della Fiorentina, che per lui era una grande famiglia. Tra i suoi amici fiorentini vorrei citare Narciso Parigi. Mi parlava di una tifoseria molto fedele che lo trattava con grande affetto». 

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PARTITA DA RICORDARE. «Quella contro l'Inter a Milano, dopo la morte di mio nonno. Lui ritornò in Italia dopo il funerale in Brasile e andò direttamente a Milano. L'allenatore Bernardini gli disse che non era necessario che giocasse visto il lutto e il lungo viaggio da San Paolo. Mio padre rispose che voleva giocare in onore di mio nonno. Giocò una splendida partita e dopo ha pianto con i Suoi compagni». 

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QUESTA STAGIONE DI SOFFERENZA. «La nostra Fiorentina merita un posto sempre migliore. Non possiamo permettere che sia una squadra piccola».


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