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Franchi, Commisso lancia l'ultimatum: "Pronti a tutelarci in ogni sede"

Il patron della Fiorentina lancia l'ultimatum al sindaco Nardella, che intanto tende la mano

Le prime scintille, scrive La Nazione, erano arrivate giovedì in tribuna mentre i viola affrontavano il Brugge. È sulle poltroncine del Franchi che il patron Rocco Commisso e il sindaco Dario Nardella avevano parlato del futuro dello stadio.

Senza trovarsi d’accordo. E ieri, a distanza di cinque giorni, Commisso ha spedito un missile terra-aria al sindaco. Il messaggio: se la Fiorentina perderà troppi soldi dall’affaire restyling, sarà costretta a tutelarsi in ogni sede per far valere i propri diritti.

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A far saltare i nervi al patron viola è l’aspetto economico. Se con la nuova convenzione la società pagherà 600mila euro anziché 650mila per una capienza di 22mila posti, quello che preoccupa è l’innalzamento dei costi sia delle materie prime che, oltre ai costi di rifinitura, porterà i fondi mancanti a poco meno di 100 milioni.

Non più i 55 milioni di euro prima definanziati dal governo e poi restituiti come fondi per le periferie (che il Comune dovrà poi stornare sul Franchi), ma quasi il doppio. E chi sarà a pagare? Il sindaco ieri, poco prima che Commisso andasse all’attacco, aveva provato a tendere la mano.

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Ma il muro della Fiorentina è più duro che mai. La speranza del Comune è che l’opzione di ’storno’ dei 55 milioni convinca la società. Fra le possibilità per dirottare i fondi riassegnati da Roma per le periferie sul Franchi infatti c’è anche quella di realizzare il rifacimento degli impianti sportivi e per la realizzazione del parco urbano nell’area esterna al Franchi.

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Qui il nuovo piano operativo comunale individua molti impianti sportivi isolati e separati da recinzioni che così potrebbero diventare un polo urbano unitario per un valore di oltre 60 milioni di euro.

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