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Fiorentina e l'attacco che non c'è: numeri da brividi per gli avanti viola

Pochi, pochissimi gol all'attivo e una squadra che fatica tremendamente a trovare la via del gol in ogni partita

C’è chi è partito con Scamacca e De Ketelaere e poi, quando ha avuto bisogno, ha buttato dentro Lookman e Miranchuk lasciando in panchina gente come El Bilal Tourè (pagato 30 milioni più bonus) e dopo essersi permessa di cedere nel mercato di gennaio uno come Muriel perché; evidentemente, considerato di troppo.

Scrive il Corriere Fiorentino. E poi c’è chi se l’è dovuta giocare con Belotti (11 gol nell’ultimo anno e mezzo tutto compreso) e, in panchina, non aveva lo straccio di un centravanti. Sarà anche riduttivo ridurre la spiegazione del k.o.

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con l’Atalanta a questa riflessione ma di sicuro vale la pena partire da qua per capire quale sia la differenza di valori tra le due squadre. Concentrarsi sui due reparti offensivi infatti, e in particolare sui centravanti, aiuta parecchio per capire come il vero problema della Fiorentina sia soprattutto là davanti oltre alle sbavature, alcune clamorose, difensive.

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In campionato per esempio i viola (36 reti incassate) fin qua hanno fatto meglio dei nerazzurri che di gol, dopo 32 partite, ne hanno presi 37. Il guaio è che la formazione di Gasperini in serie A ha segnato 59 gol, contro le 45 di Nico e compagni.

Un limite con il quale Italiano sta facendo i conti da quando nel gennaio del 2022 gli venne tolto a metà stagione Vlahovic ma che, in questo 2023/2024, ha assunto proporzioni mai viste. Basta guardare la classifica marcatori del campionato: i cannonieri sono Bonaventura e Nico Gonzalez con 7 centri a testa, seguiti da Beltran a quota 6, Belotti (4 reti, di cui uno soltanto però segnato in maglia viola) e Martinez Quarta, pure lui con 4 reti.

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Un quadro oggettivamente sconfortante, che si aggrava ulteriormente se si analizza il rendimento considerando anche le coppe. In questo caso il bomber è Nico (11 centro totali), seguito da Beltran (9 gol), Quarta e Bonaventura (7) e quindi da Mandragora, Ranieri, Ikoné e Nzola, tutti fermi a quota 5 marcature stagionali.

Dura, con numeri del genere, pensare di giocarsela davvero per chissà quali traguardi

E se per il Gallo il digiuno ormai va avanti dall’11 febbraio, di recente Italiano ha perso anche la possibilità di alternarlo con l’altra prima punta presente in rosa. Il riferimento, ovviamente, è a M’Bala Nzola. Uno che avrebbe dovuto essere il centravanti titolare e che invece, dopo una prima parte di stagione a dir poco deludente, nelle ultime settimane si è (di fatto) chiamato fuori.

«Mi auguro che si possa rivedere al più presto uno Nzola sereno e libero mentalmente», ha detto il mister dopo la partita vinta con la Salernitana. Un vero e proprio mistero quello che circonda l’attaccante ex Spezia, assente dai convocati da quattro gare (Genoa, Viktoria Plzen, Salernitana e Atalanta) prima per un presunto problema fisico e poi per «motivazioni personali» non meglio specificati.

In realtà tutto lascia pensare che tra lui, l’allenatore e il resto del gruppo si sia definitivamente rotto qualcosa e che da qua al termine della stagione (a meno che non ci siano chiarimenti) sarà dura rivederlo protagonista.

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