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Fin qui tanti applausi, alibi, ma pochi punti. Adesso è arrivato il momento di raccogliere quanto seminato

La Fiorentina cerca la prima vittoria stagionale. E Montella la prima da quando è tornato a Firenze. Di fronte l'Atalanta, che l'anno scorso pose fine ai sogni di gloria viola. Con qualche certezza in più

APPLAUSI E ALIBI TANTI, PUNTI POCHI Contro Napoli e Juventus in pochi a fine anno potranno dire di aver meritato sul campo almeno 2 se non 4 punti. Applausi, elogi e complimenti tanti, perla Fiorentina, per le due prestazioni contro partenopei e bianconeri.

Ma punti, per ora, in classifica, pochi. Dopo aver seminato con una ritrovata solidità difensiva e aver assemblato col tempo una squadra in grado di mettere sotto la squadra campione d’Italia da 8 anni di fila e chi si è lottato lo scudetto negli ultimi anni, e con la condizione fisica di alcuni singoli che continua a crescere, adesso è arrivato il momento di raccogliere le buone idee e basi seminate nelle prime settimane della stagione.

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CACCIA ALLA PRIMA Vincenzo Montella e la Fiorentina si ritrovano dinanzi l’Atalanta.

Come nello scorso finale di stagione il match contro i nerazzurri può già essere un crocevia per la stagione viola. Quello del passato 25 aprile lo fu in negativo, perché pose fine ai sogni di gloria di una formazione che mancò l’accesso in finale di Coppa Italia e poi precipitò fino a quasi retrocedere.

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Questo potrebbe esserlo in positivo. Perché oggi come allora Montella è ancora a caccia della prima vittoria in campionato da quando è tornato a Firenze. E perché la Fiorentina non vince in Serie A da Febbraio scorso. Se non ci fossero state tutte le vicissitudini che si sono susseguite dalle parti di Firenze con intrecci americani e marchigiani, la striscia record negativa della Fiorentina oggi sarebbe sulle pagine di tutti i quotidiani mondiali e sui taccuini degli statistici di tutto il mondo.

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Ma di alibi, come noto, ce ne sono stati un’infinità. Adesso, però, è arrivato il momento di interrompere la sequela di gare senza vittorie.

DEA FERITA. STORDITA O FURENTE? Di fronte Gasperini ed un’Atalanta con tante meno certezze di quella che l’anno scorso asfaltò i viola dal punto di vista del gioco, del ritmo, e della consapevolezza.

La scoppola rimediata in Champions contro la Dinamo Zagabria ha lasciato il segno in casa nerazzurra. E se è vero che la gara europea avrà per forza di cose portato via energie mentali e fisiche, e lasciato tanta delusione nei bergamaschi, è altrettanto vero che di fronte i viola si ritroveranno un avversario che ribolle di rabbia e che nel recente passato ha saputo rialzarsi sempre dinanzi a batoste più o meno severe.

Elemento che Montella non potrà trascurare.

PARTIRE FORTE O PRIMA NON PRENDERNE? Il dilemma tattico c’è ancora. E ci sarà fino al fischio d’inizio della gara del Tardini. Vlahovic o Boateng? O nessuno dei due? E’ ancora in piedi l’ipotesi 3-5-2 come contro la Juventus.

Almeno dall’inizio. Per poi buttar dentro il centravanti, slavo e falso che sia, con ancora Chiesa e Ribery dal 1’. Le probabilità che si riparta da qui sono alte. Magari, stavolta, sperando di concretizzare di più. C’è voglia di tornare a vincere.

Stavolta più esigenza che desiderio.

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