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Della Valle ha chiesto alla squadra ed a Pioli di risalire la china. Ma adesso anche la proprietà deve fare la sua parte

Breve visita di Andrea Della Valle al Centro Sportivo: tutti a rapporto, il Patron ha chiesto concentrazione e determinazione per tornare a vincere. Ma adesso anche la proprietà faccia la sua parte

La giornata di ieri è stata vissuta un po’ come fosse vigilia. In realtà la vigilia è oggi, ma Andrea Della Valle ha anticipato la sua visita al gruppo perché in partenza per l’estero. Impegni di lavoro, che lo porteranno lontano dalla squadra nei prossimi giorni.

Però, il Patron, ha voluto comunque fare una capatina a Firenze, dove la sua squadra arranca a centro classifica. Serviva la famosa scossa da dare ai giocatori ed a Pioli. Serviva ribadire la fiducia nell’operato del tecnico, che negli ultimi giorni è balzato sul banco degli imputati.

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Se Andrea Della Valle si è sentito in dovere di confermare la fiducia a Pioli, significa che certe voci sono arrivate fino a Casette d’Ete. L’impressione generale è piuttosto diffusa: la rosa ha evidenti lacune tecniche e strutturali, ma fare meglio dell’attuale dodicesimo posto non dovrebbe essere così impossibile.

E’ vero che la classifica è corta, che un paio di vittorie consecutive rimetterebbero a posto tutto, ma per la Fiorentina di oggi sembra utopia. Sette partite senza vittoria sono un fardello psicologico per tutto l’ambiente, soprattutto per i calciatori.

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La sconfitta contro la Juventus poteva essere ampiamente messa in preventivo, ma è arrivata al culmine di un periodo nerissimo per Pioli ed i suoi. Adesso serve grande spirito. La voglia di rialzarsi c’è, eccome, però c’è anche il timore di giocare ogni partita come fosse una finale.

A livello mentale può essere logorante avere la mannaia sulla testa del dover vincere ad ogni costo. Eppure Andrea Della Valle è piombato a Firenze per ribadirlo. Tutti a rapporto, squadra e staff in primis. La proprietà è convinta che con la rosa allestita si possa ‘ambire’ al settimo posto.

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Traguardo che non fa strappare i capelli ai tifosi, ma in questo momento potrebbe anche bastare per rivedere un puntino luminoso in fondo al tunnel. Per questo Della Valle si è fatto sentire, ribadendo la sua fiducia nel percorso iniziato la scorsa stagione.

In sintesi, ha chiesto alla squadra di uscire da questo momento di crisi. Richiesta perfino legittima, perché davvero questa rosa può fare meglio di così. Però - e qui allarghiamo il discorso ad un ambito più generale - se la squadra deve metterci del suo per tirarsi fuori dai guai, pure la proprietà è chiamata a fare la sua parte.

Se l’obiettivo è davvero quello di voler tornare in Europa, a gennaio può essere dimostrato con i fatti e non solo a parole. Siamo d’accordo sul fatto che questa Fiorentina valga più del dodicesimo posto attuale, ma è altrettanto vero che ci sarebbe bisogno di almeno due acquisti di livello a gennaio per rinforzare la rosa.

Un attaccante ed un centrocampista centrale, con tempi di gioco e con piedi educati. Ad oggi, però, nessuno immagina un mercato scoppiettante della Fiorentina. Speriamo naturalmente di essere smentiti dai fatti, ma le indicazioni del mese di dicembre lasciano pensare che Pantaleo Corvino (quasi sicuramente alla sua ultima sessione di mercato alla guida della Fiorentina) possa ‘accontentarsi’ di un attaccante che conosce la Serie A e che ha bisogno di muoversi perché nella squadra attuale non trova spazio.

Un prestito con diritto di riscatto, tanto per intendersi. Nomi? Sansone è uno di quelli in attesa di una chiamata (l’aspetta dall’estate, era la carta di riserva nel caso in cui fosse saltato Pjaca), ma fra quelli con l’identikit giusto c’è, ad esempio, anche Mattia Destro.

Giocatori diversi, Sansone e Destro, ma la discriminante sarà l’occasione (anche economica) che creerà il mercato. Quindi è troppo presto per andare dritti su un nome. Insomma, quella di ieri è stata una giornata importante, da cerchiare di rosso nella recente storia viola.

Intanto, domenica capiremo se la scossa di Della Valle avrà avuto effetto sulla squadra. E poi, nelle prossime settimane, capiremo se anche la proprietà vorrà fare la propria parte, oppure no, in questa specie di ‘missione risalita’.

Ad ognuno il suo (spera Pioli e non solo lui).

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