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Dall'Arno al Danubio: quanto amore per la Fiorentina a Budapest

Un club di tifosi viola da anni coltiva la passione per la Fiorentina in Ungheria

Come scrive il Corriere dello Sport, c’è una piccola anima viola nella Budapest che attende la sfida con la Fiorentina. C’è l’anima che arriverà da Firenze (circa mille tifosi) e c’è un manipolo che nella capitale ungherese ha fondato un Viola Club.

Qualche fiorentino trapiantato, qualche altro italiano, anche alcuni ungheresi. Non sono tanti, una quindicina di soci, ma il prossimo anno potrebbero aumentare: 30-35. Tutto grazie alla passione di un presidente un po’ diverso da tanti altri.

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Non è abituale trovare una persona che gestisce una grandissima e storica azienda e al contempo coltiva la sua passione per la squadra del cuore. Da lontano. Ma questa è una storia particolare e anche bella. La storia di Sandor Zwack, 49 anni, Ceo e amministratore dell’attività di famiglia, in piedi dagli inizi del 1800: l’Unicum, uno degli amari più conosciuti al mondo, dalla ricetta tenuta ancora oggi segreta.

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Un fatturato di 85 milioni l’anno, 280 dipendenti, una crescita costante sul mercato estero (soprattutto in Italia). Sandor è un ungherese molto fiorentino. E’ nato e cresciuto in zona Campo di Marte, dove suo padre Peter era approdato negli anni ‘60 dopo la fuga nel 1948 dall’Ungheria.

Peter era tifoso proprio del Ferencvaros, poi fu conquistato dalla Fiorentina e ha trasmesso la passione al figlio, che ha vissuto a Firenze oltre 20 anni. «La prima partita l’ho vista quando avevo 5 anni», racconta alla vigilia di una partita che non si perderebbe per niente al mondo.

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In fondo alla chiacchierata, Sandor sottolinea che «la Fiorentina dovrebbe capire bene quanto amore c’è per questa squadra fuori da Firenze, all’estero. Ci sono tantissimi tifosi viola». Il club di Budapest è nato nel 2018, anche grazie a un input di Filippo Pucci, presidente del centro di coordinamento.

«Un giorno ci siamo visti qui nella nostra azienda e mi ha spinto a fare questo passo, abbiamo sancito la nascita del club. Ora non siamo ancora tanti, ci sono fiorentini e altri italiani, ma diversi ungheresi iniziano ad avvicinarsi e aderire.

Soprattutto tifosi dell’Ujpest, da cui il marchese Ridolfi prese l’idea della maglia viola per la Fiorentina. C’è questa connessione storica che lega Firenze e Budapest». Stasera saranno tutti sugli spalti della Groupama Arena.

«Vogliamo organizzarci un po’ meglio da inizio 2024. Al Franchi è sempre presente il nostro striscione, però vorremmo esserci anche noi più spesso. Mio padre il venerdì partiva da Budapest e rientrava il lunedì, solo per vedere la partita.

Entrare nel club? E’ il sogno di qualsiasi persona che ha una squadra del cuore, ma non è semplice». Sandor mette in guardia sulle insidie di questa sfida: «Vado spesso a vedere il Ferencvaros, vi accorgerete che in questo stadio c’è un’atmosfera straordinaria.

Cantano dal primo all’ultimo minuto, non sarà una partita facile. Noi abbiamo la brutta tendenza a regalare i primi 20-25 minuti, e qui c’è un tifo pazzesco. L’importante, comunque, è andare avanti senza passare dai playoff».

E magari, se tutto va bene, qualcun altro a Budapest inizierà ad amare la Fiorentina.


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