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Dalla Primavera un sorriso per i tifosi viola. Vlahovic e Beloko strizzano l'occhio al futuro

Bel trionfo anche a Torino dopo la vittoria dell'andata. La Primavera regala un sorriso ai tifosi della Fiorentina

Di colpo, le finali perse dello scorso anno, sono solo un lontanissimo ricordo. LaFiorentina Primaveratrionfa in Coppa Italia e la riporta a Firenze dopo otto anni. L’ultima a vincerla fu la squadra di Renato Buso, che trionfò all’Olimpico di Roma il 30 marzo 2011.

Era la squadra in cui brillava la stella di Federico Carraro, nella quale emergevano Camporese, Piccini, Seferovic, Acosty e Matos. Nella Roma di De Rossi, sconfitta 3-1 in casa dalla squadra viola, gente del calibro di Florenzi, Viviani, Caprari e Ciciretti.

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In panchina guardò i compagni giocare niente meno che Politano. Da quei ragazzi di allora, passiamo a quelli di oggi. A distanza di otto anni è impossibile dire che carriera avranno fatto, ma l’impressione è che qualcuno si farà per davvero.

Prendete Vlahovic. Personalità da grande, grinta da adulto. Chi ha giocato il derby di Belgrado non può spaventarsi davanti al Filadelfia. Tifosi granata mai teneri con il serbo, che in tre partite stagionali gli ha fatto quattro gol.

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La personalità, dicevamo, non manca. Palla sul dischetto, cucchiaino morbido che di più non si può. Mano all’orecchio e via verso il centrocampo. Difficile dirgli qualcosa, anche se qualcuno ci ha provato scatenando una mezza rissa.

In tandem con Montiel funziona che è una meraviglia. Il talentino spagnolo ha inciso meno: questione di fisicità e di abitudine a giocare certe partite. L’occhio, inoltre, lo ha riempito Beloko. Centrocampista universale, a tutto campo.

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Acerbo tatticamente, ma con un potenziale enorme. Fondamentale per la Fiorentina, Bigica ne è calcisticamente innamorato. Ha già fatto il ritiro di Moena dello scorso anno con la prima squadra, a luglio partirà senz’altro con Montella.

Ha bisogno di lavorare e maturare, ma gli addetti ai lavori sono pronti a scommettere sul suo futuro. Chi gongola è mister Bigica, che la Coppa Italia l’ha vinta anche da giocatore quando vestiva la maglia viola. Emozionato fino alle lacrime in sala stampa al termine della partita, quando gli è stata posta una domanda su Lakti, uomo simbolo del lavoro di Bigica in questi anni.

Sulla panchina al Filadelfia avrebbe potuto non esserci. La giornata di martedì l’ha definita un “frullatore”, perché le vicende della prima squadra potevano anche concludersi con il suo arrivo in panchina. Giusto, invece, lasciarlo con i suoi ragazzi per completare una stagione che può diventare importantissima con le finali Scudetto.

Ed a gongolare, infine, è anche la società. E’ risaputo quanto i dirigenti viola tengano al settore giovanile. E’ vero che la cosa più importante è la crescita dei talenti da consegnare alla prima squadra, ma qualche trofeo ogni tanto fa piacere.

Corvino ieri sera ha festeggiato il tredicesimo titolo giovanile personale, mentre la Fiorentina torna a vincere un trofeo dopo anni (senza contare quelli della squadra femminile), seppur a livello giovanile. La speranza è che il trionfo di ieri sera sia di buon auspicio anche per la prima squadra.

Nel frattempo i tifosi viola si sono potuti godere una dolce parentesi giovanile. Da oggi si tornerà a parlare di striscioni, contestazioni e della prima Fiorentina del Montella bis, che domani scenderà in campo contro il Bologna.

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