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Nazione – Storia e sobrietà, le nuove maglie convincono i tifosi

Tanti tifosi curiosi per le prime nuove maglie della stagione del Centenario: le reazioni

La curiosità e le foto ricordo davanti alle nuove divise e poi subito i primi commenti. Nella sala da ballo al primo piano dell'Hotel St. Regis (dove ieri la Fiorentina ha aperto al pubblico la mostra dedicata alle maglie del centenario griffate Joma) è stato un continuo via vai di tifosi desiderosi di osservare da vicino la casacca viola e quella bianca da trasferta. E, ascoltando la voce della gente, il giudizio è stato nel complesso molto positivo (VOTA IL NOSTRO SONDAGGIO!). Così scrive La Nazione.

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APPROVATE. A convincere sono state soprattutto la sobrietà delle linee e il richiamo alla storia del club, senza eccessi ma con dettagli capaci di raccontare Firenze e i suoi cento anni di calcio: «La maglia mi piace, è pulita», ha spiegato Lorenzo Paggetti, che tra le due ha scelto senza esitazioni la seconda divisa bianca. Di parere opposto Samuele Nenti, gestore della pagina social «Noi siamo la Fiorentina»: «lo preferisco la prima. Sono semplici tutte e due e, a volte, la semplicità vince. Forse qualcuno le avrebbe volute più particolari ma così evitano di essere troppo cariche». Poi un tuffo nei ricordi della Fiorentina di Vincenzo Montella, che arrivò quarta e a sua volta aveva la Joma come sponsor tecnico: «Il mîo preferito era Borja Valero ma avevo un debole anche per Gonzalo Rodriguez. Se rifacessero una ‘squadra come quella sarei felicissimo»

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CLASSICO. Tra i più giovani presenti, Mattia Cherubini ha promosso la scelta stilistica della società pur ammettendo di aspettarsi qualcosa di più audace: «Pensavo a una maglia più appariscente invece hanno scelto il classico. Per il centenario è giusto così, perché va rispettata la tradizione». Sulla stessa lunghezza d'onda Niccolò Tonelli, conquistato dai richiami artistici inseriti nel design: «La maglia è davvero bella, specie per i riferimento alle cornici. Amo l'arte e Firenze è la culla del Rinascimento: era giusto richiamare questo patrimonio».

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