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Dalla carota al bastone. Italiano chiede più fame e meno sufficienza a Beltran-Nzola

Il tecnico viola non le ha mandate a dire a Beltran e Nzola sabato sera. Da loro vuole vedere più fame

Si sofferma sulle dure parole arrivate da Vincenzo Italiano sabato sera dopo il ko col Milan il Corriere Fiorentino, soprattutto nei confronti dei propri due centravanti. Italiano è passato dalla carota al bastone. Un modo per mettere una volta per tutte davanti alle loro responsabilità i suoi attaccanti.

Ciò non significa che da parte sua smetterà di insistere. Anzi. Se possibile, nei prossimi giorni, metterà negli allenamenti ancor più determinazione. Il problema però è che vorrebbe vedere lo stesso atteggiamento dai suoi giocatori e, in particolare, dai suoi centravanti.

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FAME. Inutile girarci tanto attorno: sono loro, ora come ora, il problema principale della Fiorentina. 4 gol in 2 da inizio stagione, di cui uno soltanto (in 13 giornate) in campionato è il magro bottino di Nzola-Beltran. Ma non è (solo) questione di numeri.

L’occasione mancata a San Siro da Beltran è forse l’esempio migliore. Perché un gol si può anche sbagliare ma, per Italiano, non è accettabile andare su quel pallone con quella sufficienza senza riuscire nemmeno a calciare in porta.

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«Fame»: è quella la parola che il tecnico viola ripete come un ossesso ormai dall’anno scorso. Quella rabbia agonistica che ogni centravanti dovrebbe avere non solo per segnare ma anche per farsi rispettare in area di rigore.

E invece, sia l’ex River che l’ex Spezia, son diventati troppo facili da marcare: mai un duello vinto, mai uno spunto, mai un pallone difeso a dovere. E così oggi, Nzola è solo quinto tra i viola per tiri totali (12) mentre Beltran (5 conclusioni in serie A) ha fatto peggio di ben 12 compagni tra cui due difensori come Quarta (8) e Parisi (9).

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Sta a loro due tirarsi fuori dai guai dimostrando (a differenza di quanto fatto vedere fino ad ora) di avere spalle abbastanza larghe per sopportare le pressioni di una piazza come Firenze.


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