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Dainelli: "Orgoglioso di essere tornato. Vi racconto Barone, Pradè e Antognoni"

L'ex difensore gigliato, ora dirigente della Fiorentina, racconta il suo nuovo lavoro, non senza tornare ai fantastici anni del ciclo Prandelli

Dario Dainelli, ex difensore e attuale responsabile dell'area tecnica della Fiorentina, ha rilasciato un'intervista al portale web ViolaNation. Queste le sue dichiarazioni: "Sono orgoglioso di essere tornato alla Fiorentina. C'è una nuova vita dopo una carriera sul campo, questo è il mio prossimo passo.

Significa che la Fiorentina ha valutato l'uomo dietro al giocatore, cercherò di imparare il più possibile durante questa esperienza. Da responsabile dell'area tecnica lavoro a stretto contatto con Antognoni e Pradè, sono il dirigente più vicino ai giocatori durante una giornata tipo".

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"Futuro? Sto cercando di capire cosa voglio fare. Ho attitudine per imparare, ci sono due opzioni sul tavolo: una tecnica e una manageriale. Ora come ora sono concentrato sul lato manageriale, mi piace molto. Questa esperienza mi aiuterà a capire se sono in grado di fare questo lavoro.

Non credo che bisogna dare opportunità dirigenziali a qualsiasi calciatore solo perché erano grandi giocatori. Devi dimostrare di avere le qualità necessarie in quello che è un lavoro completamente diverso. Certo, l'esperienza sul campo come calciatore aiuta anche in questo nuovo lavoro".

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SULLA FIORENTINA DI PRANDELLI. "Mio ricordo preferito? La doppia vittoria con il Liverpool in Champions nel 2009. Era come se stessimo giocando contro dei superuomini, ma una volta in campo capimmo la nostra forza, vincemmo partite e girone con 15 punti, al tempo record di punti di una squadra italiana nei gironi di Champions League.

Rimpianti? Se potessi cambiare qualcosa direi la partita contro il Bayern Monaco. All'andata Klose segnò un gol in chiaro fuorigioco e noi venimmo eliminati. Un'altra cosa che vorrei cambiare sono i rigori contro i Glasgow Rangers in Coppa Uefa (ora Europa League) nel 2008.

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Tutti i miei rimpianti riguardano competizioni europee? Ci torneremo". "Aneddoti sulla mia Fiorentina? La sera prima di ogni partita, la squadra si incontrava e ci si parlava come se fossimo al Maurizio Costanzo Show. Ci raccontavamo qualche storia recente riguardante qualche giocatore e ci ridevamo sopra.

Così si sono create molte conversazioni interessanti. Portavano leggerezza nella squadra e ci hanno reso più uniti". SU PROPRIETÀ E DIRIGENZA. "Commisso? Rispetto a ciò che eravamo abituati ha portato un approccio americano.

Ha un modo molto umano di interagire. C'è un senso di cameratismo quando parli con lui, di solito nelle squadre italiane questa cosa non succede. Barone e Pradè? Ormai sono una vera e propria coppia, lavorano insieme tutto il tempo.

Sono sulla stessa lunghezza d'onda. Sanno anche prendersi in giro e scherzare, questo rende molto facile lavorare con loro. Lavorando con Pradè, che ha una grande esperienza nel mondo del calcio, puoi iniziare a capire i processi di pensiero differenti dietro decisioni e analisi.

Basta stargli vicino e ascoltarlo per imparare molto. Antognoni? Qui è una leggenda. Lavorando fianco a fianco abbiamo instaurato una bella amicizia".

PRIMI PASSI. "Obiettivi? Gettare le basi per una rapida crescita. Fast fast fast, come dice Rocco.

Questo, ci si augura, si tradurrà nella conquista di un posto in Europa al più presto possibile. Al momento, l'obiettivo è ridare entusiasmo a tutto l'ambiente, soprattutto per i tifosi che vengono allo stadio".

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