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Da Genova: "Gudmundsson è un 'falso dieci', non va imbrigliato. Tra lui e Nico non c'è paragone"

Marco Tripodi, giornalista corrispondente del Genoa: "Inserire Gudmundsoon in uno schema vuol dire limitarlo"

Marco Tripodi, giornalista di Radio Sportiva che segue il Genoa, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per parlare di Albert Gudmundsson, che ieri si è presentato al popolo viola siglando una doppietta su rigore. Queste le sue dichiarazioni: "Conosco bene Albert ed è davvero un giocatore incredibile.

È un falso dieci, perché è un tuttocampista, quello che in Inghilterra chiamano 'box to box'. Al di là dei rigori trasformati, che comunque non sono poco visto che a Firenze avete avuto qualche difficoltà dagli undci metri, gli ho visto fare anche un recupero dentro l'area di rigore viola che testimonia la generosità e la duttilità di questo calciatore.

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È un giocatore moderno: sa fare gol, sa fare assist, sa trovare gli spazi ma sa anche sacrificarsi e dare una mano alla squadra. RUOLO. "Gudmundsson va al di là degli schemi, è un giocatore a cui Gilardino aveva lasciato completamente libertà di muoversi all'interno del campo.

Era l'islandese a capire dove doveva giocare in base all'avversario e in base ai compagni. Non bisogna imbrigliarlo: va lasciato libero, perché inserirlo in uno schema vuol dire limitarlo". RIGORI. "In Serie B al Genoa non era il rigorista, e neanche la prima metà di stagione in Serie A.

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Ci fu un battibecco con Retegui che andò avanti per 2-3 partite, questa cosa ha disturbato molto l'ambiente rossoblù. Alla fine l'ha chiarita Gilardino, stabilendo che il rigorista fosse Gudmundsson". VIA NICO DENTRO GUD. "Sono convinto che la Fiorentina ci abbia veramente guadagnato dallo scambio Nico-Gudmundsson.

Ho visto molti titubanti sulla cosa, ma secondo me non c'è paragone".

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