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Crisi economica, la Uefa può sospendere il Fair Play Finanziario

A Nyon si valuta la sospensione del FFP vista l'emergenza Coronavirus e i danni economici per i club. E anche le italiane sperano.

E se il Fair-Play Finanziario andasse in vacanza per un anno? L’idea circola in mezza Europa e tutto lascia credere che a breve diventerà argomento di discussione anche per l’Uefa. A Nyon sono nate due commissioni proprio per esaminare i provvedimenti da prendere in questo delicato momento per tutto il calcio europeo e superare l'emergenza del flagello coronavirus.

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Sono già partiti i lavori per il nuovo calendario, mentre la prossima settimana il presidente Ceferin ha convocato i rappresentanti degli stakeholder del calcio per un nuovo summit.  All’ordine del giorno ci sono tutte le problematiche economiche e finanziarie del momento e tra queste spicca il Fair-Play Finanziario, il virtuoso sistema di controllo dei bilanci introdotto sotto la gestione di Platini.

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Negli anni questo strumento ha permesso di minimizzare il deficit (e quindi l’indebitamento) complessivo del calcio europeo, ma ora si apre una fase davvero critica, scrive La Gazzetta dello Sport. UE. La Commissione Europea, presieduta da Ursula von der Leyen, nei giorni scorsi ha annunciato la sospensione del famigerato Patto di Stabilità, vale a dire quel tetto all’indebitamento degli Stati aderenti all’area euro.

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Tant’è vero che il governo Conte ha appena annunciato investimenti straordinari grazie a questa deroga. FFP. Mutuando questo concetto, l’Uefa potrebbe aiutare le società europee, non tenendo conto dei rossi di bilancio che fatalmente potrebbero maturare negli esercizi in corso.

A tal riguardo va ricordato che il monitoraggio della commissione inquirente del FFP fotografa lo stato di salute di tutti i club iscritti alle competizioni continentali, concedendo un rosso di 30 milioni nell’arco degli ultimi 3 anni.

Se questa deroga dovesse trovare consensi in sede Uefa, evidentemente non verrebbe meno l’attività di controllo sulla salute dei bilanci. Ci sarebbe solo una sorta di limbo, un periodo di transizione in cui le ingenti perdite dovute al coronavirus non verrebbero contabilizzate in linea generale.

Con tale mossa non ci sarebbe un esborso finanziario, ma un accorgimento tecnico per evitare un poco auspicabile boom di procedure di infrazione. ITALIANE. Questa opzione possa tornare utile anche all’Italia. La Juve, dopo il recente aumento di capitale, è protagonista di una rincorsa per raggiungere il pareggio di bilancio anche alla luce delle ultime vicende legate alla pandemia.

Anche l’Inter solo in questa stagione è uscita dal tunnel di un lungo settlement agreement. Mentre le vicissitudini del Milan sono note, così come anche la Roma è stata a lungo controllata. Quindi anche il calcio italiano vede di buon occhio questa prospettiva.

E a Nyon tira aria di comprensione.

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