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CorSport - Troppa Fiorentina per Italiano: prima gioia in trasferta

Un'ora di grande Fiorentina, il Bologna si sveglia tardi. La squadra di Vanoli onora la memoria di Commisso

Per Rocco, certo. Hanno giocato, a lungo dominato e alla fine vinto per il presidente e magari da lassù pure lui si sarà stupito e rallegrato perché un primo tempo come ha fatto la Fiorentina a Bologna non si era mai visto in questa stagione e a pensarci bene nemmeno in quella passata. Gliela dedicano tutti ora, ma forse dovevano farlo prima. Lo scrive il Corriere dello Sport.

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Fino a ieri, la Fiorentina non aveva mai vinto in trasferta e l’ha meritato con un’ora di grande calcio, mettendo in ginocchio una squadra che giovedì scorso aveva ripreso a volare. Un’ora, più o meno, di sola Fiorentina, fino alla palla-gol di Pongracic finita sul petto di Ravaglia. Poi una prima flessione e l’ultimo quarto d’ora tutto del Bologna, con i fantasmi che si agitavano nell’area viola. Dal 90' in poi la squadra di Vanoli ha perso otto punti e stavolta stava per aggiungerne altri due. 

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FIORENTINA SHOW. Quel primo tempo, però, può davvero rappresentare la base della rinascita per la Fiorentina, che si è avvicinata alla zona-salvezza. Ha funzionato tutto. Fagioli al comando del gioco con una visione totale del campo, con una tecnica da grande regista e una posizione mai sbagliata; Dodo di corsa a spadroneggiare sulla corsia di destra, in coppia, anzi, in staffetta con Parisi; Ndour, finalmente tornato ai livelli delle partite con la Under 21, a tormentare i rossoblù sulla fascia opposta con un doppio movimento di grande efficacia, allargandosi su Holm quando difendeva e accentrandosi quando la Fiorentina attaccava; Gudmundsson a seminare avversari e offrire assist, senza dimenticare il lavoro difensivo; la lista delle belle gioie viola si chiude con Comuzzo e Pongracic, dietro erano una sicurezza. 

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ITALIANO E VANOLI. Se la caratteristica principale del gioco di Italiano sta nella capacità di recuperare palla in tempi molto stretti, allora stavolta Vanoli gli ha rubato l’idea. Il gol dell’uno a zero è nato da una palla rubata da Ndour a Holm, poi lavorata come fosse un orefice da Fagioli, rifinita con la stessa classe da Gudmundsson e conclusa da Mandragora. Il due a zero, invece, era tutto nella perla di Dodo, settanta metri di scatto dopo un fantastico controllo nella propria area di rigore, cross, rimpallo di Freuler e guizzo di Piccoli. In mezzo a queste due reti, solo Fiorentina. 

FINALE BOLOGNA. Che avesse sbagliato a limitare i cambi, Italiano lo ha certificato con le quattro sostituzioni a inizio ripresa. Quanto meno il Bologna ha cambiato faccia e passo e dopo aver rischiato di prendere il terzo gol con Pongracic si è messo a giocare nella metà campo avversaria, pur senza creare pericoli. Le sostituzioni della Fiorentina, a metà ripresa, hanno avuto invece l’effetto opposto: Brescianini, Sohm e Solomon non si sono avvicinati al rendimento di Mandragora (infortunato), Gudmundsson e Ndour, i tre usciti dal campo. Come in un film già visto, i viola hanno barcollato nell’ultimo quarto d’ora: occasione di Fabbian, palo di Rowe, gol di Fabbian. Solo Doveri, col fischio finale, ha scacciato la paura della beffa. 


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