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CorFio - Gol, applausi, punti: ora la squadra gioca e scala la classifica

I viola hanno cambiato marcia. Se con Lazio e Milan si era vista una trasformazione a metà, a Bologna la prova è stata piena

Amava il calcio vecchia maniera, Commisso. Quel calcio fatto di difesa, lotta e, perché no, un po’ di sano catenaccio. Ieri però, scrive il Corriere Fiorentino, avrebbe apprezzato (eccome) la nuova Fiorentina di Paolo Vanoli. Vincente, e lontano da casa non era mai successo, e dominante come mai prima. Gli indizi insomma, iniziano a trasformarsi in prova: i viola hanno cambiato faccia e, di conseguenza, marcia. Lo dicono i numeri (11 punti nelle ultime 6) ma, soprattutto, le prestazioni. E se a Roma con la Lazio o domenica scorsa col Milan si era vista una trasformazione a metà ieri, a Bologna, la prova è stata piena. Il miglior modo insomma, come aveva chiesto la signora Catherine e tutta la famiglia di Rocco, per onorare la memoria del presidente.

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L’importante adesso è non fermarsi, trovare magari ulteriori rinforzi sul mercato e andarsi a prendere una salvezza sempre lontana, sia chiaro, ma difficile da mancare giocando così. E se risposte del genere arrivano senza l’uomo più forte (Kean) allora vuol dire che davvero oggi c’è un’identità chiara e non a caso, Vanoli, non sta cambiando niente. Anche ieri insomma, si è vista la stessa Fiorentina delle ultime settimane. Nel modulo, e negli uomini. 

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Fin dai primi minuti, Gosens e soci hanno pressato in avanti. Ennesima conferma di come questa squadra abbia messo da parte la paura per giocarsela (più o meno) a viso aperto con tutti. Super, l’avvio. E se il primo 0-1 di Ndour è stato vanificato dal fuorigioco di Parisi ci ha pensato Mandragora, un minuto dopo, a timbrare quello buono. E poi via, a mostrare la maglia con dedica a Rocco. Praticamente perfetti, i primi 45’. Sicuramente i più belli della stagione e sublimati (dopo revisione al Var) dal contropiede dello 0-2 di Piccoli. Un doppio vantaggio più che meritato e anzi. Forse addirittura ridotto rispetto alla prestazione. 

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Questa non è più la (non) squadra che era sprofondata in fondo alla classifica. Quella si sarebbe spaventata, e consegnata alla rimonta. Oggi invece i viola son un gruppo coeso, coraggioso, forte nella testa e nelle gambe. Capace (con qualche brivido nei minuti di recupero) di gestire il vantaggio e, nonostante lo spavento finale dopo il gol di Fabbian di prendersi la prima vittoria dell’anno in trasferta e tre punti d’oro. Per la salvezza, e per chi non c’è più.


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