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Con la rabbia e l’orgoglio: ecco una vittoria per l'Europa

Vittoria in rimonta contro la Lazio in una gara dominata ben oltre il risultato finale di 2-1. Così i viola rinascono al Franchi

Con la rabbia, l’orgoglio, la voglia di ribellarsi alla crisi. Soprattutto, con un allenatore che con le sue scelte ha fatto ritrovare alla squadra quel coraggio che pareva aver perso per strada. E così, alla fine di una partita folle, la Fiorentina ritrova se stessa, i tre punti, e resta lì: con tutti e due i piedi sul treno che può portare in Europa.

Scrive il Corriere Fiorentino. Arrivato alla partita probabilmente più delicata della stagione, con un Franchi un po’ triste (Ferrovia chiusa per lavori e Maratona mezza vuota) Italiano ha deciso di giocarsela all’attacco come mai prima.

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Una squadra senza mediani, con un regista (Arthur), un trequartista (Bonaventura) e quattro attaccanti puri (Nico, Beltran, Sottil e Belotti) tutti in campo. Nemmeno col Frosinone, si era presentato con una formazione tanto offensiva.

Come dire: se devo giocarmi la «vita», me la gioco con la mia filosofia. Certo, il rischio era che si ripetesse quanto visto negli altri faccia a faccia con Sarri. C’era solo un modo, per evitarlo: tenere il pallone, sbagliare pochissimo, viaggiare a ritmi altissimi e, una volta perso, recuperare il possesso il prima possibile.

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Teoria, che la Fiorentina ha subito tradotto in pratica

Tre calci d’angolo nel giro dei primi due minuti e al quinto (con Sottil) la prima, grande occasione. Niente, in confronto a quelle arrivate attorno al 20’: il palo di Nico, il salvataggio di Casale sul tap in di Bonaventura, il palo di Belotti, quello di Biraghi direttamente da calcio d’angolo.

Tutti segnali, comunque, di come il messaggio spedito dal mister con le sue scelte fosse stato ricevuto. Da tempo infatti, non si vedeva una squadra così. Veloce, verticale, brava a non dare alcun punto di riferimento. Una specie (molto ardita) di 4-3-3 (con Beltran e Bonaventura mezzali) o, se vogliamo, un 4-1-4-1.

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Di certo, un modo di stare in campo che ha mandato completamente in confusione la Lazio. Poi, tanto per tornare ai tanto citati precedenti, la beffa. Prima azione in velocità, primo tiro in porta, e gol di Luis Alberto. Bella l’azione, ma ancora una volta favorita da tante scelte individuali sbagliate da parte dei difensori.

Nella ripresa, come prevedibile, stesso film

Fiorentina all’attacco, e Lazio pronta a colpire negli spazi. Con una differenza: alla seconda occasione, i viola, l’hanno messa dentro. E pazienza se, per l’ennesima volta, è stato un difensore (Kayode) a travestirsi da bomber.

Perché per le punte, ieri più che mai, non era proprio giornata. Basta pensare a Nico, e al secondo rigore di fila sbagliato. Ma la voglia di vincere, stavolta, è stata più forte di tutto. Della sfortuna, degli errori, delle difficoltà.

E il fatto che sia stato proprio Bonaventura a firmare il gol della vittoria, forse, vale la chiusura di due mesi da incubo e chissà, l’inizio di una nuova storia.

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