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Commisso stufo, ma non lascerà Firenze. E in estate altri acquisti di qualità

Rocco vede le altre piazze fare passi avanti per lo stadio, ma a Firenze ancora la situazione non si sblocca. Non lascerà però la Fiorentina

Commisso si è stufato per lo stadio ma da qui a dire che potrebbe mollare ce ne corre, scrive La Nazione. Però il pensiero corre a Torino, Udine, Bologna, Bergamo e Cagliari, dove i progetti per gli stadi sono filati lisci. Piuttosto serve una presa d’atto collettiva: se le istituzioni non possono garantire una legislazione più snella in tema di impianti (si parla anche di questo nel decreto del governo Conte), si dica apertamente alla città (e alla Fiorentina) che è meglio cercare altrove, magari dando valore all’area metropolitana.

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Commisso ha settant’anni – come ripete spesso – e non intende aspettare oltre, il suo sguardo resta al futuro. AMBIZIONE. Parlando di calcio, di squadra, il mercato di gennaio è stato fatto in prospettiva (Amrabat e Kouame fanno 30 milioni) e quando terminerà questo campionato sono possibili altri acquisti di spessore.

Questo perchè Commisso si è innamorato di Firenze ed il popolo viola di lui, almeno fino ad ora. Società e squadra sono in continua evoluzione, serve solo il salto di qualità ma si va in questa direzione. Manca lo stadio, ecco il punto.

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Commisso vuol scavalcare il muro, ma non ad ogni costo. TASK FORCE. Mentre Barone lavora in Lega con la task force che deve servire al calcio italiano per uscire dall’impasse di impianti sportivi vecchi, scomodi e pericolosi.

Dopo l’emergenza Covid, poter contare su nuovi investimenti potrebbe consentire al pallone di riprendere vigore, e allo stesso tempo si darebbe nuovo impulso all’occupazione. Firenze, Commisso e l’Italia non possono permettersi di perdere altri treni.

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