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Commisso, quanti sfoghi sullo stadio. La Viola 'trasloca', i tifosi con Rocco

Il presidente della Fiorentina irritato per l'impossibilità di costruire lo stadio a Firenze, come invece accade a Milano, Bologna e in altre città

Pronti a traslocare. Complici divieti e pastoie burocratiche che stanno frenando sogni e aspirazioni, ma anche alla luce di quanto sta avvenendo in altre città come Milano, Cagliari, Bologna, per non parlare di Torino, Udine e Sassuolo dove già i nuovi stadi sono realtà, la Fiorentina sta sempre più valutando l’ipotesi di andare a giocare fuori da Firenze.

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E i tifosi, pur di tenersi “stretta” la nuova ambiziosa proprietà viola, appaiono concordi. Così scrive Tuttosport.

CAMPI. Stadio a Campi Bisenzio? Qui Rocco Commisso ha già da tempo raccolto disponibilità alle sue richieste: costi ragionevoli, controllo totale del progetto di costruzione e della gestione, area già libera, al minimo problematiche inerenti a concessioni e varianti.

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Non è un “deporre le armi” ma una presa d’atto di una situazione che, al magnate italo-americano e al popolo viola, sta piacendo (eufemismo) sempre meno.

QUANTI SFOGHI. «Per poter affermarsi e competere ai massimi livelli la Fiorentina necessita di un complesso con un nuovo stadio che dia ai tifosi servizi all'avanguardia e al contempo aumenti le fonti di ricavo di cui ha disperatamente bisogno per poter crescere sia in Italia sia in Europa».

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E’ uno dei passaggi cruciali della lettera del patron del 5 marzo, quando annunciò che la Fiorentina non avrebbe partecipato al bando Mercafir avendo valutato che, a fronte pure dei rischi inerenti, nessuna delle tre condizioni (tempi veloci, controllo e costi) era soddisfatta.

Ma già l’8 gennaio Commisso, 300 milioni finora investiti nel club, aveva puntato il dito sulle condizioni del Franchi («Per com’è mantenuto è una porcheria») e contro la burocrazia che tutto frena: «E’ il grave il problema dell’Italia».

 

'SVEGLIATI ITALIA'. Nel frattempo il patron ha preso a considerare altre opzioni per lo stadio nell’area metropolitana: Castello, Bagno a Ripoli (dove sorgerà a fine 2021 il centro sportivo per le squadre maschili, femminili e del vivaio) e Campi Bisenzio il cui sindaco, Emiliano Fossi, il 14 febbraio ha incontrato il presidente viola: «C’è la possibilità di costruire lo stadio fuori Firenze.

Quando è stato edificato il Franchi, Campo di Marte non faceva parte della città: può darsi sia così anche per Campi» ha detto l’8 maggio a Rtv38. Quanto alla proposta di rimodernare l’attuale impianto «ma alle mie condizioni» (comunque salvando la torre di Maratona e le scale elicoidali) è stata stoppata ad ora dal Soprintendente delle Belle Arti Pessina: impensabile a suo dire demolirne il 40%.

Ma perché San Siro sì e il Franchi no si chiedono Commisso e il popolo viola?

PARLERA' ANCORA. «Lo stadio per me non è un monumento. Vorrei una struttura moderna come quella del Bayern – il refrain del magnate -. Ho vissuto la situazione della Roma, un vero schifo: dopo 8 anni non sono riusciti a costruirlo… Non possiamo competere economicamente coi club stranieri che sono state aiutati dai loro governi nel fare nuovi stadi.

Svegliati Italia. Io sto portando soldi dall’America per investirli qui: mi lascino fare per il Paese e la mia Fiorentina». L’ennesimo sfogo. Non l’ultimo. Commisso ne ha in serbo un altro in settimana. E i tifosi son pronti a sostenerlo.

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