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Dall'autofinanziamento dei DV alla crescita con Rocco. Che Chiesa parta o resti sarà svolta

Chiesa parte, Chiesa resta? Se va via sarà comunque svolta rispetto al passato. Dall’autofinanziamento coi Della Valle al re-investimento per crescere con Commisso

APERTURE. Ormai non si nasconde più Rocco Commisso. La possibilità che Federico Chiesa lasci la Fiorentina è sempre più alta. Non altissima, ma sicuramente non più prossima allo zero come la scorsa estate quando il patron gigliato, appena arrivato, ripeteva come un mantra il concetto che Chiesa sarebbe rimasto almeno (sicuramente) un anno.

E così è stato. Adesso, però, gli scenari sono cambiati. Commisso proporrà a Chiesa un rinnovo ricco. Ha dimostrato con il mercato di gennaio le ambizioni di fare una Fiorentina da zona alta della classifica, spazzando via eventuali dubbi e scetticismo di un anno fa e aumentando il credito anche con lo stesso calciatore.

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Se poi Chiesa vorrà andarsene, e porterà al club un’offerta giudicata congrua, allora se ne potrà riparlare. OK ANCHE ALLA JUVE. A differenza dei ‘Salah nostro per 18 mesi e comunque mai in Italia’ e ‘Jovetic mai alla Juve’, detti o fatti dire attraverso canali formali o informali dalla vecchia proprietà, Commisso è stato chiarissimo: “Anche se lo volesse la Juventus?

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Perché no? ”. L’importante è che portino i soldi, è il chiarissimo input. Chi vuole il cartellino di Chiesa, club italiano o estero che sia. COMUNQUE SIA SARÀ SVOLTA. Le voci e i rumors di mercato attorno a Chiesa ci accompagneranno a lungo.

Come già da tempo accade. E se già un anno fa di questi tempi si parlava di accordo tra la proprietà viola ed entourage di Chiesa per un trasferimento alla Juventus, cosa poi smentita da ex dirigenti della Fiorentina, 12 mesi dopo ci risiamo.

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Inevitabile che sia così visto il talento e le prospettive che il 25 della Fiorentina offre. Che Chiesa parta o meno, sarà comunque svolta in casa viola. Perché rispetto al passato è cambiato tutto. AUTOFINANZIAMENTO TOTALE. Mentre i Della Valle non hanno mai neanche cercato più di tanto di trattenere giovani talenti in ascesa dicendo di no a offerte multimilionarie, non a caso da Cuadrado a Jovetic quando sono arrivati 30 milioni la Fiorentina ha sempre ceduto, Commisso ha invertito il trend arrivando a mettere sul piatto anche ricchi ingaggi nel caso in cui ne valesse la pena.

Con Castrovilli sarà così, con Chiesa lo stesso. Il concetto dell’autofinanziamento totale portato avanti dai DV negli ultimi anni non esiste per Commisso. In soldoni, i milioni di euro che eventualmente porterebbe Chiesa con la sua partenza non andrebbero ad essere reinvestiti su venti calciatori giovani da pochi milioni per cercare di fare plusvalenze, ma su calciatori in grado di far fare subito il salto di qualità alla Fiorentina, e non sarebbero certamente impiegati per sostenere i costi del ‘comparto aziendale’.

NON A BABBO MORTO. Certo non verrebbero spesi a caso. O per dirla alla fiorentina ‘a babbo morto’. Ma con cognizione di causa, e con l’obiettivo di mirare alla crescita sportiva piuttosto che dalla caccia di rivalutazioni di prezzo in nome del bilancio.

Non a caso fu proprio uno dei primi concetti espressi dal ds viola Pradè quando si insediò. Comunque andrà con Chiesa, insomma, sarà svolta per la Fiorentina. Troppe volte in passato dalla cessione di un grande calciatore il club viola ha perso l’occasione per potersi rinforzare con quei milioni.

Come per esempio hanno fatto club come il Napoli con le cessioni di Cavani e Lavezzi da cui poi De Laurentiis ha creato una squadra in grado di lottare per anni per la Champions League crescendo attraverso le cessioni. Stavolta, anche se Chiesa dovesse decidere di andare altrove, la possibilità di rinforzarsi ulteriormente c’è, ed è concreta.

A Federico ed il suo entourage la scelta. La Fiorentina ha le idee piuttosto chiare.

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