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Che rabbia avere solo sogni proibiti

Accolto dal Tas il ricorso del Milan, per la Fiorentina sfuma la possibilità di giocare in Coppa E la curva Fiesole attacca

Venerdì grigio, per la Fiorentina. Il Tas ha riconsegnato l’Europa al Milan. Una brutta notizia, per Pioli, la squadra e tanti tifosi che avevano creduto davvero che il fair play finanziario contasse qualcosa e per questo avevano perfino imparato a ingoiare a forza (loro malgrado) l’idea di abitare lontano dalle ambizioni vere, dai sogni.
Per l’allenatore il dispiacere di avere uno spogliatoio che ci aveva fatto la bocca, sentendosi premiato per quella rincorsa pazzesca finita male sul campo.
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Era il cuore che aveva la meglio sui famosi buchi di bilancio. Una illusione.

A cui ora l’allenatore dovrà rimediare come si fa coi bambini che scoprono che babbo natale non esiste. «L’Europa ce la prenderemo sul campo», ha detto Pioli ai suoi ragazzi quando è arrivata la sentenza.

Lui che ha studiato l’arte della motivazione, sa bene che il lamento e il vittimismo strappano di dosso energie mentali. Lui ci credeva davvero. E forse anche tanti tifosi.

Per ore e ore, dopo la sentenza, in tanti hanno aspettato una presa di posizione ufficiale della società, risposta annunciata a ora di pranzo e arrivata poco prima di cena.
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La solita storia, insomma.

DAL PUNTO di vista “sportivo” di sicuro giocatori, allenatore e tifosi si sentono presi in giro. Ma, smaltita la delusione, il problema è anche e soprattutto tecnico, perché il paradosso, alla fine, è un ritiro organizzato e studiato per giocare il 26, visto che non era possibile fare altrimenti.
E così la Fiorentina adesso dovrà rimettere insieme i pezzi di un lavoro che andrà bilanciato per evitare che lungo la stagione la condizione sia soggetta a sbalzi troppo forti.
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Il piano B era in preventivo, però dieci giorni di allenamento mirato non si cancellano facilmente.

Ma questa squadra ha affrontato situazioni molto più difficili da gestire e il tecnico ormai è pronto a tutto. Anche a vivere un venerdì grigio che prima ha regalato la brutta notizia arrivata da Losanna e poi quella arrivata da Firenze, precisamente dalla curva Fiesole.
Sintesi del comunicato firmato dal 1926 : la tregua è finita, i Della Valle se ne devono andare.

«Dopo nove mesi di abbandono totale e volontario si sono “dovuti” ripresentare a Firenze per la scomparsa di Davide.

Di fronte alla reazione del popolo fiorentino di fronte a questa tragedia qualsiasi persona di buon senso avrebbe colto l’occasione per parlare e mandare un messaggio alla città.

Era il minimo che si poteva fare.

RISULTATO: il nulla. Spariti». Il comunicato parla di «parole sconnesse», di «apatia» e di una piazza che si farà sentire. In pratica la tregua iniziata dopo il dramma di Astori finisce qui e per la stagione della Fiorentina non sembra una bella notizia, mentre Pioli spera che almeno sul mercato i suoi dinamici dirigenti riescano a sorprenderlo positivamente.

Gerson è una scommessa messa nelle sue mani per fare, visto che è in prestito senza alcuna clausola, un piacere alla Roma.

Norgaard è una speranza tra campo e panchina. Corvino gli aveva garantito Pasalic e Pjaca. Lui cerca di stare sereno e aspetta, anche perché alla squadra è sempre bene trasmettere messaggi positivi.
Se non altro il fatto che il sogno europeo sia tornato nel cassetto rimette la stagione sui binari classici, quelli della Fiorentina del progettone che l’Europa (ma senza esagerare) la prevede solo nei discorsi in alta montagna.
In serata, dopo sette ore di consultazioni diplomatico mediatiche, la Fiorentina ha deposto sul suo sito ufficiale un comunicato sulla sentenza del Tas.

«In tutta questa vicenda la Fiorentina ha avuto un chiaro ruolo di spettatrice rispettosa delle decisioni che le autorità competenti avrebbero preso. Teniamo inoltre a precisare che noi la partecipazione alle Coppe siamo abituati a guadagnarcela sul campo per meriti sportivi come del resto abbiamo fatto per tanti anni».

Finché c’è stata voglia di spendere, sarebbe giusto precisare.
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