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Caos Supercoppa: date cambiate, strutture e terreni inadeguati. La Fiorentina si fa sentire

Si dovrebbe giocare dal 18 gennaio, ma i sopralluoghi hanno rivelato tante criticità nell'organizzazione in Arabia

Caos d'Arabia. Il balletto sulle date – cambiate tre volte –, i malumori per la disorganizzazione dei sauditi, la mancanza di risposte alle continue domande dei club italiani e quelle strutture considerate ancora inadeguate (gli arabi hanno comprato i campioni, ma hanno appena iniziato a costruire attorno a loro delle case moderne e accoglienti) stanno prendendo a picconate l'immagine della prossima Supercoppa Italiana, la prima con la formula della final four.

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Dopo l'ultimo sopralluogo a Riyad della scorsa settimana, il consiglio di Lega ha bloccato una nuova finestra, dal 18 al 22 gennaio (con Napoli-Fiorentina il 18 e Lazio-Inter il 19), dopo le precedenti date fissate e poi saltate.

Così scrive Il Corriere dello Sport. L'ennesimo cambio obbliga le squadre partecipanti a riprogrammare un calendario già intasato. Dopodomani la Lega riorganizzerà il calendario di Serie A, rinviando quattro partite di Serie A (con Bologna-Fiorentina) al 13-14 febbraio o al 20-21.

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Anche se l'argomento non è all'ordine del giorno, la Fiorentina oggi in Lega si farà sentire. Lo stadio dell'Al-Shabab, individuato per le semifinali, secondo la Viola e gli altri club non è adeguato alle varie necessità: ha appena 16 mila posti e in Italia sarebbe comparabile ad un impianto da Lega Pro.

Con il King Fahd Stadium (60 mila posti) in ristrutturazione, la Spagna giocherà le tre gare della sua Supercoppa tutte nella casa dell'Al-Nassr di Ronaldo che contiene 25 mila persone. Agli italiani farebbero giocare lì solo la finale.

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Il motivo? Non ci sarebbero impianti di allenamento sufficienti per 4 squadre. I centri sportivi individuati non hanno tutti lo stesso standard di qualità e sono parecchio distanti dalle strutture ricettive: con il traffico di Riyad è un fattore da considerare.

I manti erbosi, tra l'altro, sono ritenuti inaccettabili al punto che i club si dicono pronti a inviare degli agronomi per valutarli.


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